«C’è la crisi, ecco perché accolgo i migranti»

30 Novembre 2016

Manoppello. Dopo le 800 firme raccolte contro i nuovi arrivi, parla il proprietario della struttura

MANOPPELLO. A Manoppello sono arrivate a circa 800 le firme sulla petizione per dire no all’accoglienza di 24 migranti provenienti dall’Africa e destinati alla struttura “I Calanchi” di proprietà di Nicolino Moffa, in contrada Colle Sant’Andrea.

Un complesso edilizio che consiste di 650 metri quadrati complessivi dei quali circa 200 sono assorbiti dal ristorante, con altri due ambienti di 50 e 120 metri quadrati rispettivamente adibiti a cucina e a sala soggiorno, o didattica all’occorrenza, nonché di una struttura annessa con sei piccoli appartamenti, ognuno con una capacità di accoglienza di 4 persone. Un complesso residenziale che possiede tutte le autorizzazioni previste dalle normative, immerso nel verde della campagna manoppellese a pochi chilometri dal centro storico.

«Capisco che la presenza di estranei possa suscitare paura, e un po’ ne ho anch’io, ma queste persone, che sono tutte di sesso maschile», confida Moffa, «sono dotate di regolare permesso di soggiorno e l’organizzazione che le ha portate fin qui, la cooperativa Polis, sa come gestirle. Premetto che in quanto molisano, da anni ciò che più mi ha colpito dei manoppellesi è stata la bontà e il gran cuore. Qualità che mi hanno permesso in questi anni di lavoro qui in Abruzzo, di fare grandi amicizie e splendide conoscenze. Ho realizzato la mia struttura», continua Moffa, «che è dotata di tutti i permessi previsti dalle normative», sottolinea il proprietario, «in seguito all’amore che mi è nato per questo posto e alle potenzialità che vi intravedevo. Tuttavia ciò si è scontrato con la realtà, che invece non mi ha permesso di trovare stabilmente qualcuno, con la mia stessa onestà e soprattutto serietà, che potesse gestire questa struttura come agriturismo-B&B, sua effettiva destinazione. È per questo che in un periodo economico così particolare, non ho potuto rifiutare la prospettiva che mi si è palesata, di affittarla anche per i migranti».

Moffa cerca di tranquillizzare chi si preoccupa per il loro arrivo tanto da avviare una raccolta di firme. E agli abitanti di Manoppello tiene a far sapere: «Vi sarà un capo struttura che dormirà in loco, il cui numero telefonico sarà dato a chiunque ne farà richiesta, in aggiunta al mio per eventuali segnalazioni in caso di scorretti comportamenti degli ospiti. Mi piace comunicare inoltre di avere affittato la struttura, che è dotata anche di 2500 metri quadrati di piazzale, con inclusa la possibilità di attrezzarlo per campetto da calcio ed altro, alla cooperativa sociale Polis di Perugia. Una cooperativa che conta 1200 dipendenti ed è operante nel cosiddetto terzo settore in tutta Italia, e che è strutturata al suo interno con medici psicologi e quant’altro, e che in collaborazione con Arci Pescara, che già si occupa di Turrivalignani, Chieti e San Giovanni Teatino, gestiranno l'intero complesso. Mi hanno assicurato», ribadisce l’imprenditore, «che arriveranno solo ospiti da reinserire e con permesso di soggiorno, e che saranno effettuati corsi di lingua e percorsi didattici per avviarli al lavoro. Capisco la paura dei residenti della piccola contrada: ma qui saranno prese tutte le precauzioni».

E infine: «Tuttavia», conclude Moffa, «credo che sia nostro dovere fare qualcosa per questi ragazzi, in un momento storico che ci mette tutti in ginocchio. Mi auguro che vengano abbandonati i pregiudizi, per lasciare spazio nei nostri cuori al nobile quanto antico sentimento dell’accoglienza e della misericordia».

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