«C’è troppo cemento»: stop ai lavori sul mare

Montesilvano, il Comune ferma il cantiere di un nuovo stabilimento balneare Scoperte irregolarità rispetto al progetto: così la struttura non si può rimuovere
MONTESILVANO. Il cantiere presenta delle irregolarità e il Comune ne sospende immediatamente i lavori. Accade sul lungomare di Montesilvano, e più precisamente all’altezza dei Grandi alberghi, dove i lavori di un nuovo stabilimento balneare è stata interrotta da un’ordinanza del dirigente del settore Pianificazione e Gestione Territoriale Valeriano Mergiotti. Il provvedimento è scattato all’indomani di un sopralluogo tecnico effettuato nei giorni scorsi da un dipendente comunale e dai vigili urbani.
Nel corso del controllo sulla riviera, effettuato per verificare la regolarità dei lavori, infatti, sono emerse una serie di difformità rispetto a quanto disposto nel permesso a costruire rilasciato nel 2012. Nell’ordinanza dirigenziale si evidenzia che sono in fase di esecuzione i lavori di realizzazione di una piastra di fondazione in calcestruzzo armato e di un solaio/piattaforma in latero-cemento, e soprattutto che tale solaio risulterebbe più largo di circa un metro e 30 centimetri rispetto all’elaborato grafico allegato all’atto concessorio rilasciato. A ciò si aggiunge che la struttura doveva essere eseguita con elementi prefabbricati di facile rimovibilità, mentre quella in fase di realizzazione si mostra in contrasto con quanto previsto dalla legge e dai permessi rilasciati. Con il provvedimento il Comune di Montesilvano ordina, dunque, l’immediata sospensione dei lavori, fatto salvo le opere relative alla messa in sicurezza del cantiere.
Ad accendere i riflettori sulle presunte irregolarità riscontrate nella realizzazione della struttura era stato, nei giorni scorsi, anche il consigliere comunale Gabriele Straccini del Movimento 5 Stelle che, dopo la segnalazione ricevuta da un cittadino, aveva presentato il 22 febbraio una richiesta di accesso agli atti per fare chiarezza sulla vicenda. «Lunedì scorso», aveva ricostruito il consigliere, «ci siamo recati per visionare le carte e averne una copia, ma nel frattempo ci è stato riferito che l'ufficio urbanistica ha mandato un tecnico, accompagnato da un vigile dell'ufficio abusi, a fare un sopralluogo». Il consigliere anticipava poi le presunte anomalie riscontrate nel cantiere e oggetto della successiva ordinanza del dirigente Mergiotti. «Sembra», aggiungeva infatti Straccini, «che sia stata realizzata una piattaforma, dove dovrebbe poggiare il manufatto, in cemento anziché in prefabbricato, condizione necessaria per essere classificata come struttura di facile rimozione, come riportato, da una prima lettura, nella relazione tecnica del progettista».
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