Caccia a caprioli e cervi, così il Wwf sfida la Regione

Un video affascinante ritrae le due specie nella nostra terra «La maggior parte dei cittadini è dalla parte degli animali»
PESCARA. «La natura si ammira, non si uccide», è l’urlo di battaglia del Wwf Abruzzo sceso in campo contro la caccia al cervo e al capriolo. Gli ambientalisti rispondono alle doppiette con la potenza della comunicazione visiva: un video affascinante che esalta la bellezza di due specie fortemente simboliche alle quali la Regione si prepara a dichiarare guerra dalla prossima stagione venatoria.
Secondo il Wwf l’intenzione della Giunta Marsilio sarebbe quella di fare l’ennesimo regalo al mondo venatorio fatto passare come una gestione faunistica. «Siamo sicuri che la maggior parte degli abruzzesi sarà dalla parte dei cervi e dei caprioli», incalza Filomena Ricci, delegata Wwf Abruzzo – e vorrà continuare a vederli liberi di muoversi nelle montagne e nei boschi abruzzesi. Queste specie sono patrimonio della nostra terra e simbolo della natura che rende la nostra Regione conosciuta e apprezzata: non sono bersagli per i cacciatori», sottolinea.
«È un peccato che il governo regionale, dopo aver tentato di tagliare il Parco regionale Sirente-Velino (ottenendo una bocciatura dalla Corte Costituzionale), voglia ora aprire la caccia a due animali così belli che fino ad oggi in Abruzzo hanno potuto vivere tranquilli, aumentando la biodiversità della nostra regione».
La conoscenza sulle popolazioni di cervo e capriolo in Abruzzo è frammentaria e lacunosa, afferma il Wwf.
Il Piano faunistico venatorio approvato dalla Regione prevede infatti un’attività preventiva di monitoraggio proprio per stabilire la consistenza numerica delle popolazioni: i rapporti numerici tra individui dei due sessi e tra le diverse classi di età. «Informazioni che si possono ottenere solo tramite controlli ripetuti per diverse anni, non certo con un numero limitato di sessioni di osservazione, quali quelle che la Regione si appresta a mettere in atto prima di settembre 2023, né tramite i conteggi estemporanei svolti dai volontari degli Ambiti territoriali di caccia, che sono gli stessi organismi interessati a organizzare e svolgere le attività di prelievo».
Per il Wwf non è credibile che il monitoraggio possa avvenire in così pochi mesi: e questa sarebbe la prova che, indipendentemente dai risultati che si otterranno dalle attività di campo, la Giunta regionale ha già deciso di volere inserire la caccia di selezione a cervo e capriolo nel prossimo calendario venatorio.
Lo scopo ufficiale degli abbattimenti non sarebbe credibile: «Rispetto ai presunti danni che cervi e caprioli possono provocare alle colture, e al pericolo di incidenti stradali, questioni da tenere in seria e attenta considerazione, è sicuramente necessario avviare un programma di monitoraggio e predisporre un piano di prevenzione. Ma esistono molteplici azioni che possono essere messe in atto per limitare il rischio di danni e la frequenza degli incidenti stradali: aumentare l’utilizzo delle recinzioni o dei vari tipi di repellenti, mettere in opera dissuasori acustici e visivi, potenziare i sottopassi, costruire i sovrappassi. I fondi impegnati dalla Regione per avviare gli abbattimenti», conclude l’associazione, «potrebbero essere destinati molto più proficuamente a questo tipo di azioni». (l.c.)

