Caccia, da oggi la preapertura Ma scoppiano le polemiche

10 Settembre 2022

L’AQUILA. Oggi e domani in Abruzzo si torna a sparare. In questi due giorni, infatti, è prevista la pre-apertura della caccia. Sono oltre 10mila gli abruzzesi pronti a iniziare la loro attività...

L’AQUILA. Oggi e domani in Abruzzo si torna a sparare. In questi due giorni, infatti, è prevista la pre-apertura della caccia. Sono oltre 10mila gli abruzzesi pronti a iniziare la loro attività venatoria. Questa volta sarà possibile cacciare le sole specie della Cornacchia grigia, Gazza e Ghiandaia.
E tornano anche le polemiche, seppure a distanza, tra Regione e associazioni ambientaliste. Da un lato l’assessore Emanuele Imprudente ha evidenziato, nei giorni scorsi, di essere soddisfatto a metà in quanto «avremmo voluto, così come avviene in altre regioni a noi vicine, fare più preaperture, ma il parere e le disposizioni del Tar di questi anni non ce l’hanno consentito. E questo nonostante il Piano faunistico venatorio, cosa che questa Regione non aveva mai avuto prima».
Invece, secondo il Wwf Abruzzo, «rispetto agli anni passati, viste anche le tante bocciature del Tar accumulate grazie ai ricorsi nostri e di altre associazioni ambientaliste, il calendario è meno impattante dal punto di vista della tutela della fauna, ma va sottolineato che per le specie per cui si è stabilita la preapertura non vi è alcun interesse venatorio, per cui vi è profonda preoccupazione per i possibili atti di bracconaggio verso le altre specie non cacciabili: in pratica la preapertura per poche specie, senza un controllo attento sul territorio, si potrebbe trasformare in un’apertura generalizzata.
Filomena Ricci, delegata del Wwf Abruzzo, dichiara: «Chiediamo a tutte le forze di polizia di impegnarsi al massimo in attività di servizio specifiche nella vigilanza venatoria, in particolare per le giornate di caccia previste nel mese di settembre di pre-apertura e di apertura generale. Saranno poche le specie cacciabili legalmente e il rischio di abbattere specie per le quali la caccia non è consentita è forte anche perché la vigilanza venatoria nella nostra regione è stata quasi del tutto smantellata».
L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), ente dello Stato deputato a fornire alle regioni i pareri tecnici sui calendari venatori, pur non avendo osservato la pre-apertura per le specie citate, aveva indicato un’apertura generale della caccia programmata a tutte le specie di uccelli e di piccola selvaggina al primo ottobre. Secondo l’Ispra, «l’apertura a inizio ottobre garantisce un più completo sviluppo degli ultimi nati per alcune specie con fine periodo riproduttivo ritardato riducendo in tal modo il disturbo generato in particolare dalla pratica della caccia in forma vagante, con l’ausilio di cani, in una fase ancora delicata del ciclo biologico». Anche il Wwf Abruzzo nelle sue osservazioni alla bozza di calendario aveva chiesto alla Regione di consentire la caccia dal primo ottobre «in modo da ridurre enormemente gli atti illegali a settembre e limitare il disturbo sul territorio in un periodo ancora delicato per la fauna».(u.c.)