Caccia, un bando da 450mila euro

13 Ottobre 2023

L’assessore Imprudente: «Un bene per sostenibilità e benessere del territorio»  

L’AQUILA. Una filiera specifica e organizzata per valorizzare le carni di selvaggina provenienti dal territorio, garantendone provenienza, qualità e sicurezza. Questo l’obiettivo del bando da 450mila euro, legato ai finanziamenti europei del Fondo di Sviluppo e Coesione e promosso dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo. Lo scopo è di promuovere la realizzazione e l’adeguamento di strutture per la conservazione e il trattamento delle carni di animali selvatici, cacciati nell’esercizio dell’attività venatoria o durante il controllo faunistico.
«I centri di sosta e raccolta», spiega Emanuele Imprudente, vice presidente della Regione con delega alla caccia, «permetteranno di tracciare ogni passo del processo di filiera, dal momento in cui un animale selvatico viene abbattuto fino a quando la carne raggiunge il consumatore finale». Una forma di tutela, sottolinea, «sia da un punto di vista sanitario che di tracciabilità».
Tra gli interventi previsti nell’avviso, le opere murarie e impiantistiche necessarie all'adeguamento di celle frigorifere, ambienti per la rilevazione di parametri biometrici e servizi igienici; l’acquisto e l’installazione di prefabbricati da destinare ai centri di raccolta e sosta. Finanziabili anche nuovi macchinari conformi alle normative igienico-sanitarie per la conservazione e la preparazione delle carni di selvaggina, nonché strumenti per la pulizia e l'igiene dei locali dei centri. Saranno ammesse le spese tecniche di progettazione, ma solo se contenute nel 6% dell'importo totale dell'intervento, e le spese generali (affitto e utenze) nel limite del 20% dell’investimento.
«I centri di sosta e raccolta», continua Imprudente, «consentiranno di supportare, inoltre, le politiche di contenimento della fauna selvatica e dei connessi danni all’agricoltura, incentivando la pratica della caccia di selezione e del controllo. La creazione di una filiera specifica e organizzata», conclude, «offrirà vantaggi sia dal punto di vista economico che ambientale, promuovendo la sostenibilità e il benessere delle comunità locali: le carni di selvaggina possono diventare una risorsa economica significativa per i territori, generando entrate per ristoranti, macellerie locali e centri di raccolta». (u.c.)
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