Cade da 12 metri, muore giovane operaio

Polacco, 26 anni, è precipitato dal tetto di un capannone della ex Merker in fase di smantellamento. Indagini sulla sicurezza
TOCCO DA CASAURIA. E' precipitato da circa 12 metri di altezza, mentre stava lavorando sul tetto di un capannone della ex Merker di Tocco da Casauria, oggi Wielton. E per il giovane operaio polacco, Igor Pawel Majcher, 26 anni, non c'è stato niente da fare. E' morto circa due ore dopo all'ospedale di Pescara. E' la tragica sintesi dell'infortunio che si è verificato ieri mattina e che ripropone in maniera drammatica il tema della sicurezza sui posti di lavoro.
Per definire l'accaduto e accertare eventuali responsabilità, sono intervenuti sul posto i carabinieri di Tocco (diretti dal maresciallo Marcello Santacroce) e quelli di Popoli e a loro si è affiancato il personale della Asl. La primissima ricostruzione dei fatti arriva proprio dagli uomini dell'Arma, coordinati dal capitano Giovanni Savini, comandante della compagnia di Popoli. Sono da poco passate le 9 quando accade tutto, in un capannone in via di smantellamento, quello dove un tempo avveniva la produzione dei semirimorchi.
Il giovane operaio e la squadra di cui fa parte sono arrivati dalla Polonia a Tocco proprio per procedere allo smantellamento di quella struttura e una parte del tetto è stata già rimossa. Igor si trova sul tetto, cioè sulla parte da smontare, quando precipita a terra per un motivo che al momento resta sconosciuto. Un incidente, almeno stando ai primi accertamenti sul posto, forse dovuto al ghiaccio che si potrebbe essere creato sul tetto, anche se è solo una ipotesi.
Lo vedono volare giù per una dozzina di metri. E chiedono aiuto al 118. Da Pescara si solleva l'elicottero e negli spazi dell'ex Merker arriva l'ambulanza del 118: il personale fa di tutto per il giovane ferito, lo rianima e poi lo trasporta d'urgenza all'ospedale di Pescara con l'imbracatura da lavoro ancora addosso. Le sue condizioni sono drammatiche, per i traumi riportati. Viene rianimato di nuovo, i medici cercano di strapparlo alla morte, ma qualche minuto prima delle 11 il suo cuore si ferma per sempre mentre il fratello, che era a Tocco con lui, a lavorare, ha raggiunto la sala d'attesa del pronto soccorso. Scattano gli accertamenti dei carabinieri che passano anche per le testimonianze dei colleghi di Igor, tutti polacchi (è stato necessario interpellare una interprete). E si appura come sono andate le cose. Sarebbe emerso, tra l'altro, che l'operaio era in regola e che la ditta è dotata dell'attrezzatura necessaria a tutelare il personale. Ma ora si dovrà andare a fondo anche su altri aspetti, quelli strettamente attinenti la sicurezza sul lavoro per capire, ad esempio, le condizioni di quella attrezzatura, se è stata usata a dovere, e se la normativa è stata rispettata pienamente, anche per ciò che riguarda la vigilanza. E ci vorrà del tempo prima di definire tutto. La porzione del capannone in cui si è verificato l'incidente è stata sequestrata e la salma del 26enne è a disposizione della Procura: il sostituto procuratore Fabiana Rapino dovrà decidere se disporre l'autopsia, prima di restituire il corpo ai familiari del giovane che aveva raggiunto Tocco proprio per realizzare lo smantellamento del capannone, con i suoi colleghi, in esecuzione di un incarico affidato dalla Wielton alla ditta per cui lavorava. La notizia si è diffusa rapidamente, a Tocco.
E il sindaco Riziero Zaccagnini fa difficoltà a esprimere lo sconcerto per questa vita spezzata troppo presto. «E' un fatto increscioso che fa piangere il cuore», dice, «Il fatto che una persona perda la vita sul posto di lavoro lascia una grande tristezza, ancora di più perché si tratta di un giovane. E il dispiacere è identico anche se non si trattava di un appartenente alla nostra comunità: un lavoratore merita rispetto e purtroppo si è persa la vita di un lavoratore giovane».
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