Cade su un marciapiede Sarà risarcita dal Comune

9 Febbraio 2017

Francavilla, il giudice accoglie il ricorso di una donna che si era fratturata un braccio scivolando su un tombino. Riconosciuti danni per 16mila euro

FRANCAVILLA. Il Comune di Francavilla al Mare è stato condannato dal tribunale ordinario di Chieti, sezione distaccata di Ortona, al pagamento di un risarcimento nei confronti di una donna di 65 anni che la sera del 27 dicembre 2011 cadde sul marciapiede di via Nazionale Adriatica Sud, provocandosi la frattura di un braccio, a causa di un dislivello di circa 15 centimetri tra l'asfalto e un tombino in ferro di forma rettangolare. A firmare la sentenza, che condanna l'ente a un esborso di oltre 16mila euro, è il giudice Marcello Cozzolino.

La donna, difesa dall'avvocato Giovanni Angelucci, ha presentato un atto di citazione in seguito alla rovinosa caduta che le costò il ricorso alle cure del pronto soccorso dell'ospedale di Ortona per la frattura pluriframmentaria del braccio sinistro, oltre a contusioni ed escoriazioni al ginocchio destro. Visto che la caduta era stata causata dall'insidioso solco presente sul marciapiede, all'altezza del numero civico 75 (poco distante dal supermercato Sisa e dal negozio Punto Casa), la cittadina ha deciso di rivolgersi all’avvocato Angelucci, che ha presentato un atto di citazione con la richiesta di un risarcimento totale di 16mila 174,72 euro sia per i danni fisici che morali.

La sentenza, la numero 29 del 2017, è stata pubblicata lo scorso 1 febbraio, e condanna il Comune francavillese al pagamento di 16mila 571,90 euro (di cui 4mila 930 euro per inabilità permanente del 4%, 5mila 422,50 per inabilità temporanea e 219,40 euro per spese mediche ritenute congrue più le spese legali) per i danni biologici e patrimoniali subiti dal pedone. Il Comune aveva proposto dichiarazione di inammissibilità, improponibilità, e rigetto della domanda per infondatezza e, in subordine, chiedeva la riduzione della pretesa risarcitoria, ponendola a carico della compagnia di assicurazione, la Ariscom. Tra i motivi che hanno portato alla condanna del Comune anche il fatto che l'incidente fosse avvenuto in orario serale in condizioni di scarsa illuminazione. Il Comune e la Ariscom devono anche pagare le spese legali pari a oltre 5mila euro. Rigettata invece la richiesta di risarcimento per danni morali. Una sentenza che in parte smentisce quanto dichiarato dall'ente stesso nello scorso settembre quando consigliava i residenti a non presentare richieste di risarcimento di questo tipo vista l'alta probabilità di rigetto.

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