Calcioscommesse, Di Nicola ai domiciliari a Morro d'Oro

L'ex direttore dell'area tecnica dell'Aquila Calcio è uscito dal carcere di Venezia su disposizione del Gip che, nell’ordinanza, ha fatto cadere il reato di associazione a delinquere. Resta in piedi l'ipotesi di frode sportiva
L'AQUILA. Ercole Di Nicola agli arresti domiciliari a Morro d’Oro, Ciardi a Rimini. I due fermati a Venezia, nell’ambito dell’inchiesta del calcioscommesse Dirty Soccer della procura antimafia di Catanzaro, sono usciti dal carcere di Santa Maria Maggiore su disposizione del Gip Barbara Lanceri. Che, nell’ordinanza, ha fatto cadere il reato di associazione a delinquere, disponendo la trasmissione degli atti a Roma, per quanto riguarda Di Nicola, e a Rimini, per quanto riguarda Ciardi.
In entrambi i casi resta in piedi l’ipotesi della frode sportiva. Secondo il Gip non c’è pericolo di fuga, tant’è che i due sono stati fermati dopo una serata al Casinò di Venezia. Il provvedimento della dottoressa Lanceri in parte allevia la posizione di Di Nicola e Ciardi, ritenuti personaggi cardine dell’inchiesta dalla procura di Catanzaro. Di Nicola è l’ormai ex responsabile dell’area tecnica dell’Aquila Calcio (Lega Pro), mentre Ciardi è il magazzieniere del Santarcangelo (Lega Pro): secondo l’accusa entrambi erano membri attivi di un’associazione a delinquere che combinava le partite di calcio, un’associazione nella quale erano presenti anche personaggi al mondo della criminalità organizzata calabrese.
Caduta l’ipotesi di associazione a delinquere, dal punto di vista penale la posizione di Di Nicola e Ciardi viene ridimensionata. Nel caso del 38enne dirigente di Morro d’Oro gli atti sono stati trasferiti a Roma - e non a Catanzaro - perché l’eventuale prima partita truccata sarebbe Lupa Roma-Juve Stabia del girone C della Lega Pro. Di Nicola deve anche rispondere della combine di quattro incontri vinti dall’Aquila Calcio. Il dirigente ha saputo della notizia in carcere, verso le ore 12 Ed è scoppiato a piangere, andando ad abbracciare l’avvocato Libera D’Amelio del foro di Teramo. Di Nicola giovedì si era avvalso della facoltà di non rispondere, nonostante abbia spiegato all’avvocato di essere al centro di un grosso equivoco. Ha rigettato tutte le accuse nel faccia a faccia con il legale di Giulianova.


