Caldaia rotta da mesi nell’alloggio Ater Sos di una mamma

6 Marzo 2018

PESCARA. Si può vivere in una casa senza un bene primario come l’acqua calda, necessaria per riscaldarsi e lavarsi? Eppure, nelle nostre case popolari a pezzi e con pochi soldi per la manutenzione...

PESCARA. Si può vivere in una casa senza un bene primario come l’acqua calda, necessaria per riscaldarsi e lavarsi? Eppure, nelle nostre case popolari a pezzi e con pochi soldi per la manutenzione accade anche questo. L’ultimo appello è a firma di Nada Perrotti, residente da 23 anni al quinto piano della palazzina Ater di via Tavo 229, che dopo avere ricevuto rassicurazioni sulla sostituzione della caldaia, rotta da metà gennaio, non ha più ricevuto notizie e ora non riesce più neppure a mettersi in contatto con i vertici dell’azienda, ai quali può solo lasciare messaggi telefonici. «Non si può vivere così», si lamenta la donna, che si è rivolta al Centro perché ormai esasperata, «ho un bambino di 10 anni e io stessa sono intirizzita dal freddo». L’Ater ha inviato lo scorso primo febbraio un tecnico, che ha accertato il guasto, chiudendo il gas per evitare rischi e concludendo la sua perizia, che la signora ha in copia, con la necessità di sostituire l’impianto.
L’azienda ha assicurato che avrebbe inviato una lettera per annunciare l’intervento a proprie spese «ma io non ho mai ricevuto nulla», precisa la donna, «e non ho più avuto notizie. Sono anche andata a protestare in Comune: prego l’Ater di intervenire al più presto».