Caldari prova a ripartire Attende gli aiuti promessi

Dopo l’emergenza i non residenti temono il ritorno nella contrada di Ortona La sorella del primo morto di Covid in Abruzzo: «Le istituzioni ci stiano accanto»
ORTONA . Cerca di tornare alla normalità dopo settimane di inferno ma le difficoltà non mancano: in attesa degli aiuti dalle istituzioni e tra le scorie di timori che la zona rossa ha lasciato, la volontà è quella di guardare con ottimismo al domani. Villa Caldari, popolosa contrada di Ortona con un migliaio di residenti, sta provando a rialzarsi dai 26 giorni di zona rossa che hanno creato grosse difficoltà al comparto economico di questo territorio del comprensorio della Marrucina.
«La gente ora ha paura di Caldari». A parlare è Errica Mascitti, sorella di Maurizio, il barista 58enne autentico pilastro della contrada che è stato il primo morto con il Covid-19 in Abruzzo. Era la notte tra il 4 e 5 marzo quando l’uomo venne improvvisamente a mancare. E quel decesso che inizialmente sembrava essere stato causato da un malore, in realtà si è rivelato l’inizio di un incubo.
Lo scorso 1° giugno, insieme alla sorella Tiziana, Errica ha riaperto il bar di via Macinini, continuando l’attività che il fratello gestiva con cura e passione. Ma qui tanta gente che prima si fermava per un caffè, ora non si vede più. «Caldari è un luogo di passaggio e diverse delle persone che prima venivano da fuori, a seguito della zona rossa temono questi posti», dice Mascitti. Il coronavirus sta quindi pesando anche sull’immagine di un’area fondamentale per il tessuto economico ortonese: «Il 50-70% della gente che proveniva da fuori Caldari, non la si incontra più da queste parti. Un pò anche a causa della crisi generale, ma soprattutto ritengo che ci sia tanta paura. Eppure», aggiunge la barista, «questa è stata una delle zone più monitorate. Sono stati fatti tamponi e test sierologici per la popolazione residente, test ulteriormente ripetuti tra chi dal primo esame risultava aver sviluppato gli anticorpi al Sars Cov2. Probabilmente Caldari oggi è più sicura di tante altre località», aggiunge Mascitti.
«La nostra comunità è ripartita con fiducia, i residenti si sono rimboccati le maniche dopo tutto quello che è accaduto, ma è certo che abbiamo pagato le conseguenze della zona rossa». Si tenta di tornare ad un’apparente normalità senza però dimenticare il rispetto delle regole: «Questa contrada sa bene cos’è il coronavirus, quindi continuiamo ad attenerci in modo scrupoloso a quelli che sono tutti gli accorgimenti necessari a tutela della salute», continua Errica Mascitti. «Ci auguriamo che venga fatto lo stesso anche altrove».
E nell’ottica ripartenza c’è il tema degli aiuti dalle istituzioni. Caldari, zona rossa per meno di 30 giorni, era stata inizialmente esclusa dai finanziamenti nazionali. Una decisione rivista grazie a successivi emendamenti approvati. Ora però questa ex area off limits di Ortona aspetta che dopo gli annunci, il sostegno si concretizzi. «Siamo in attesa», testimonia Mascitti, «io personalmente ho scritto una pec al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, per chiedere delucidazioni. In veste di commerciante, venuta a conoscenza del via libera da parte del governo per gli indennizzi economici dovuti alle zone rosse, vorrei sapere in cosa consistono questi aiuti e soprattutto di quanto potremo disporre. Ma ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta alle mie richieste».
Proprio Marsilio il mese scorso aveva fatto visita alla contrada portando la sua vicinanza nei luoghi simbolo della località ex zona rossa, come lo stesso bar Mascitti e due aziende produttive fortemente segnate dalla pandemia.
Nell’occasione il governatore aveva sottolineato come i cittadini di questa contrada abbiano dovuto fronteggiare un’autentica tragedia, che ha comportato scelte non semplici, come quella di istituire una zona rossa la quale «ha prodotto isolamento sia sul piano economico che sociale ma che si è rivelata indispensabile per salvare vite umane e contenere il contagio». A Marsilio, tuttavia, non era passata inosservata la vivacità della comunità, apparsa ai suoi occhi molto attiva. Il desiderio di una veloce ripresa dopo l’emergenza è quello che desiderano le famiglie di quest’area.
Ma serve l’appoggio delle istituzioni e in tal senso a Marsilio sono arrivate richieste affinché la popolazione non venga lasciata sola in questo delicato frangente storico. E proprio all’interno del bar Mascitti il presidente aveva assicurato la massima vicinanza della Regione: «In quell’occasione siamo stati felici di essere stati onorati della sua presenza. Per noi quella visita ha rappresentato un gesto di vicinanza ed a lui abbiamo avanzato le nostre richieste di aiuto», racconta la sorella del compianto barista.
«Lui ci ha promesso aiuti di cui per il momento restiamo in attesa. Caldari è viva e non ci lamentiamo. Sappiamo delle difficoltà generali, è un momento di crisi per tutti e vogliamo guardare con ottimismo all’immediato futuro», conclude Errica Mascitti. «Chiediamo solo di non essere abbandonati al nostro destino».
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