Caldo e siccità, rischio incendi: arrivano i divieti del Comune

Il sindaco detta le regole per evitare roghi nelle aree verdi: multe fino a 500 euro ai trasgressori Non si può parcheggiare sull’erba secca e neanche usare fornacelle. E i terreni vanno tenuti puliti
PESCARA. L’immagine della Pineta dannunziana devastata dalle fiamme è ancora viva nei ricordi dei pescaresi. Era il primo agosto dell’anno scorso quando scoppiò un incendio dalle proporzioni gigantesche che mandò in fumo oltre un terzo della Riserva. Ora, con le temperature elevate di questi giorni e la siccità che avanza, il pericolo di roghi nelle aree verdi si fa elevato.
Per questo motivo, l’amministrazione comunale ha deciso di correre ai ripari. Ieri, il sindaco Carlo Masci ha emanato un’ordinanza con alcuni divieti per prevenire eventuali rischi di incendi.
«Le condizioni climatiche e il tipo di vegetazione che caratterizzano il territorio comunale», si legge nel provvedimento, «sono tali da poter far innescare incendi di particolare gravità e tali da compromettere la pubblica incolumità». «Nella stagione estiva», prosegue il documento, «a causa delle temperature particolarmente elevate, il fenomeno degli incendi boschivi, inclusi quelli che si propagano anche su aree di interfaccia urbano-rurale, provocano gravi e ingenti danni al patrimonio forestale, al paesaggio, alla fauna e all’assetto idrogeologico del territorio comunale, nonché rappresentano un grave pericolo per la pubblica e privata incolumità».
Da qui, una serie di divieti e di regole da seguire per evitare il più possibile rischi di roghi. Da giovedì 30 giugno fino al 30 settembre sarà tassativamente vietato compiere azioni che possano arrecare pericolo di incendio; bruciare stuppie e residui vegetali, agricoli e forestali; accendere fuochi di ogni genere; usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli; usare motori, fornelli o inceneritori che possano produrre scintille o brace.
L’elenco prosegue con il divieto di fumare, gettare fiammiferi, sigari o sigarette accese o qualsiasi altro materiale acceso o allo stato di brace; esercitare attività pirotecnica, accendere fuochi d’artificio, lanciare razzi di qualsiasi tipo; fermare o sostare al di sopra della vegetazione secca con mezzi a motore caldo; transitare e/o sostare con autoveicoli su strade non asfaltate all’interno di boschi; mantenere la vegetazione alta e i rifiuti facilmente infiammabili nelle aree esposte agli incendi, specialmente vicino ad abitazioni e fabbricati.
Nel provvedimento, poi, figurano anche alcune regole per aziende e proprietari di terreni. Le Ferrovie, l’Anas, l’Aca, la Provincia e i consorzi di bonifica dovranno coadiuvare il piano di prevenzione provvedendo alla pulizia delle banchine, cunette e scarpate mediante la rimozione di erba secca, residui vegetali, rovi, rifiuti e ogni altro materiale infiammabile. I proprietari delle aree commerciali dovranno predisporre tutti gli accorgimenti utili per evitare incendi boschivi.
I proprietari, affittuari e conduttori a qualsiasi titolo di terreni coltivati o incolti dovranno provvedere alla realizzazione di fasce protettive per evitare il propagarsi di eventuali incendi e, inoltre, avranno l’obbligo di effettuare gli sfalci dell’erba alta.
Le forze dell’ordine e la polizia municipale sono incaricate di vigilare per far rispettare l’ordinanza, oltre alle leggi e ai regolamenti in materia di incendi boschivi. Per la mancata osservanza degli obblighi e dei divieti contenuti nel documento, a meno che non costituisca reato, saranno applicate le sanzioni amministrative. I trasgressori rischieranno multe fino a 500 euro, oppure 250 euro quale pagamento in misura ridotta.
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