Caldo record, 118 tempestato di chiamate

Temperature in città fino a 42 gradi, tante le richieste di ricovero. E a fine serata pazienti portati anche a Penne e Popoli
PESCARA. Una giornata di caldo infernale, quella di ieri, con il centralino del 118 subissato di chiamate. Tante soprattutto le richieste di ricovero, non tanto per malori legati al caldo, quanto per il peggioramento di patologie pregresse che hanno reso la situazione insostenibile soprattutto per gli anziani. A fine serata, l’ospedale di Pescara era strapieno, con i pazienti trasportati anche nelle strutture di Penne e Popoli per garantire a tutti la necessaria assistenza.
Ma il problema è che non è finita: secondo le previsioni degli esperti, per vedere scendere le temperature, sul versante adriatico c’è da attendere almeno fino a mercoledì per l’arrivo della perturbazione che già si è fatta sentire al nord anche con pesanti grandinate.
Dunque, come ripete ormai da quasi due settimane il bollettino del ministero della Salute sulle ondate di calore, ancora caldo record a Pescara. Le previsioni, che vanno di tre giorni in tre giorni, da ieri a domenica prevedono in città ancora bollino rosso, con il picco dei 42 gradi registrato ieri.
Ma anche nei primi giorni della prossima settimana la situazione non accenna a migliorare, anzi: tra lunedì e martedì si prevedono temperature molto elevate e lo stesso garbino che ha imperversato ieri su tutta la provincia, provocando anche i primi incendi in provincia. A Pianella, in particolare, in contrada San Pantalone, due squadre dei vigili del fuoco sono dovute intervenire per un incendio di sterpaglie, con l’allarme che è rientrato intorno alle 16. Ma l’allerta, anche su questo fronte, è molto alta, tanto che per intervenire tempestivamente anche nei boschi della Val Pescara da alcuni giorni a Popoli si è insediata una squadra antincendi fissa.
Discorso a parte, la corsa ai condizionatori: a patire maggiormente, oltre ad anziani e a persone con patologie, sono i disabili affidati alle cure delle famiglie. Tra queste c’è chi protesta: «La 104 che ho per mia figlia, 47 anni, gravemente disabile, non riconosce le detrazioni per l’acquisto del condizionatore: condannata a soffrire». (s.d.l.)
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