Caldo record, Geriatria scoppia Il primario: anziani disidratati

Occupati tutti i 65 posti letto. Rosa Scurti: c’è chi deve aspettare in pronto soccorso anche due giorni E la responsabile del reparto si appella ai familiari: hanno una ridotta percezione della sete, fateli bere
PESCARA. Le temperature bollenti e l’afa opprimente, che nelle ultime settimane non stanno dando tregua, insieme alla ripresa dei contagi mettono sotto pressione il reparto di Geriatria. Da giorni è tutto pieno.
Occupati i 65 posti letto disponibili con conseguenze anche per il pronto soccorso. In attesa che qualche posto si liberi, gli anziani che hanno necessità di ricovero sono costretti a stazionare in pronto soccorso anche per più giorni.
«Il nostro è un reparto sempre affollato», spiega il primario di Geriatria, Rosa Scurti. «Ma in questo periodo, anche per via del caldo, c'è sicuramente un maggiore afflusso. Arrivano persone anziane con problemi di disidratazione, con febbre, con infezioni urinarie. A questo proposito, l’appello che voglio fare è quello di bere, di bere molto e di idratarsi. Ai familiari degli anziani chiedo di fare attenzione. Le persone di una certa età, infatti, spesso hanno una ridotta percezione della sete e quindi non bevono, o bevono poco. Bisogna cercare invece di sollecitarli per evitare che si sentano male. Un altro consiglio che mi sento di dare», va avanti il primario, «è quello di evitare di uscire nelle ore più soleggiate e, ancora, di rinfrescare l’ambiente domestico».
Ma non solo il caldo. Con il nuovo boom di contagi (e ieri nel Pescarese se ne sono registrati altri 829), sono in aumento anche i ricoveri dei pazienti con il Covid. E gli anziani, dall'inizio della pandemia, sono i più colpiti, e vanno incontro alle conseguenze più serie.
«Attualmente», riprende Rosa Scurti, «da noi ce ne sono una decina. Si tratta, però, di persone che sono arrivate per altre patologie e che abbiamo scoperto essere positive facendo, come da prassi, il tampone. Sono isolate rispetto a tutti gli altri pazienti. Nel reparto abbiamo ricavato una zona solo per chi ha contratto il Covid. Qui li seguiamo e li curiamo. I pazienti che sanno già di avere il virus e hanno patologie legate ad esso come polmoniti, invece, vengono ricoverati direttamente nel Covid hospital».
Il primario fa presente che la Geriatria è attualmente piena, senza più posti disponibili, ma che comunque rispetto al passato non ci sono letti o barelle lungo i corridoi. «Da quando è scoppiata la pandemia», spiega, «ciò non si è più verificato. Tutti i pazienti hanno la loro stanza. Certo, questo poi può comportare che, in attesa di dimissioni, qualche anziano debba restare in pronto soccorso per uno o due giorni».
Con l'afa e l'umidità in continuo aumento, specie nell’ultima settimana sono cresciuti anche gli interventi a domicilio che vengono effettuati da parte delle associazioni, a cominciare dalla Croce Rossa, operativa con una ambulanza e 20 volontari a turno. «Gli anziani», spiega il presidente Gianluca Desiderio, «si disidratano o soffrono di problematiche respiratorie che con il caldo afoso peggiorano. Ci chiamano soprattutto perché hanno difficoltà a respirare, ma sino ad ora nessun caso grave o a rischio vita».

