Calenda: «Aiutiamo le imprese abruzzesi a essere competitive»

Oggi appuntamento al porto turistico di Pescara alle ore 18 «Ogni euro in più di spesa va investito in sanità e istruzione»
Siamo all'ultimo miglio della campagna elettorale e l'obiettivo di tutti i partiti è quello di convincere gli indecisi. Un punto percentuale in più o in meno può fare la differenza. Carlo Calenda, leader del Terzo Polo (Azione + Italia Viva) arriva oggi a Pescara. La sua è una corsa contro il tempo per far sì che, per dirla con Tomasi di Lampedusa, "tutto cambi affinché nulla cambi". L'obiettivo di Calenda e Matteo Renzi è riportare Mario Draghi a Palazzo Chigi e il loro tam tam è martellante: prima la competenza e l'autorevolezza internazionale, poi i giochetti di partito.
Onorevole Calenda, manca una settimana dal voto per le Politiche. Lei ritiene che il Terzo polo possa ottenere un risultato tale da impedire al centrodestra di ottenere la maggioranza? Quale percentuale dovreste raggiungere per essere determinanti nella formazione del prossimo governo?
Non voglio ragionare in termini percentuali, puntiamo a un risultato importante. Il nostro obiettivo, e non lo abbiamo mai nascosto, è quello di “ancorare” Mario Draghi a Palazzo Chigi. Siamo di fronte a un’emergenza nazionale e non possiamo permetterci di perdere l’italiano più illustre: a questo Paese serve un governo di unità nazionale, coeso, che sia in grado di affrontare i tempi duri che ci aspettano.
E se Draghi davvero accettasse, nonostante le sue dichiarazioni di indisponibilità a un nuovo incarico di presidente del consiglio, quali scenari prevede per l'Italia?
C'è bisogno di costruire un grande partito repubblicano, popolare e riformista. E andare avanti col metodo Draghi, possibilmente con Draghi stesso. Ricordo che l'ultima volta Mattarella aveva detto no e per responsabilità poi è rimasto. Draghi oggi non poteva che dire questo, non poteva dire sì.
Lei e Renzi avete governato insieme, siete stati d'accordo su molte cose e in disaccordo su tante altre. I vostri caratteri forti, spesso confliggono. Perché gli italiani dovrebbero fidarsi di voi? Le continue divisioni della sinistra non rischiano di alienare il favore degli elettori, anche di sinistra?
Credo che per quanto riguarda il mio rapporto con Matteo Renzi parlino i fatti: insieme abbiamo governato benissimo, portando a casa riforme importanti, a partire da Industria 4.0, il più grande piano industriale che l’Italia abbia mai avuto. È su tale convinzione e stima reciproca che abbiamo fondato il Terzo polo. Con riferimento, poi, alla sinistra, credo che sia il Pd stesso ad aver allontanato il favore degli elettori. Del resto, mi chiedo come Enrico Letta pensava di poter condurre una campagna elettorale con alleati che dicono tutto il contrario di tutto: è per questo stesso motivo che ho rotto il patto con lui.
Lei arriva a Pescara, centro economico di una regione, l'Abruzzo, che ha bisogno di investimenti imponenti sui trasporti e sulle infrastrutture, con le aziende che fanno fatica a essere competitive. Quali misure a livello parlamentare vanno prese per rispondere alle legittime aspettative delle imprese e del sistema produttivo regionale?
Negli ultimi dieci anni una sola legge ha riguardato direttamente l’industria, ed è stata Industria 4.0, che abbiamo fatto quando eravamo al Ministero dello Sviluppo Economico. Per potenziare la competitività del sistema produttivo, dobbiamo ritornare a quel metodo, possibilmente ampliandolo: solo così possiamo sostenere in maniera adeguata la crescita delle piccole e medie imprese, con particolare attenzione a quelle che si proiettano in una dimensione di maggiore sostenibilità ecologica. Inoltre, per continuare con quei processi di innovazione, dobbiamo dare alle aziende certezze e aspettative: per questo ribadiamo l’importanza di avere politiche attente che siano pronte, finalmente, a dire dei sì.
Per la sanità abruzzese, afflitta dalle lunghe liste di attesa e dai disagi di collegamento con le aree interne che penalizzano soprattutto gli anziani, quali iniziative potrebbero prendere i parlamentari eletti del Terzo polo?
Conosco la drammatica situazione della sanità abruzzese, e penso che sia semplicemente inaccettabile. È per questo che il Terzo polo ha posto al centro del programma il Patto generazionale: noi pensiamo che ogni euro in più di spesa pubblica vada investito in istruzione e Sanità. Così, da una parte garantiremmo un Ssn più capillare, meno legato ai Pronto soccorsi, e che tutela maggiormente i fragili e gli anziani. Le liste d’attesa sono lunghissime e gli italiani sono costretti a curarsi privatamente: è qualcosa di non degno di un Paese civile. Queste non sono promesse mirabolanti, niente mance o inutili miracoli, solo proposte concrete e di buon senso, per riportare l’Italia insieme alle grandi Nazioni occidentali.
Il Terzo polo viene spesso attaccato dal Partito democratico, con cui peraltro aveva stretto un accordo tramontato dopo poche ore. Se dovesse prevalere il centrodestra, lei quali scenari prefigura per una forza moderata, progressista e riformista come la sua?
Come ho detto, la missione del Terzo Polo è di “ancorare” Mario Draghi a palazzo Chigi. Sebbene tentino di farcelo credere, la vera alternativa non è tra Letta e Meloni, ma tra quest’ultima e l’italiano più illustre di tutti. Se il centrodestra dovesse prevalere - cosa che non credo -, sarebbe doveroso che, dopo il 25 settembre, le grandi famiglie europee (popolari, liberali e socialdemocratici) si ritrovassero insieme per il bene del Paese. Nel caso in cui l’estrema destra non riuscisse a governare, potremmo replicare ciò che a livello europeo ha portato all’elezione della Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.
Lei sostiene che il Pd e il M5S si uniranno subito dopo il voto. Nessuna possibilità di alleanza futura con i Dem?
L’ho già detto. Io penso che sia un’ottima cosa, innanzitutto per il Paese, se i grandi movimenti europei popolari, liberali e socialdemocratici riuscissero a ritrovarsi insieme. Per quanto riguarda i Cinquestelle, invece, come dico sempre, siamo abituati purtroppo da trent’anni a vivere la politica come bene di consumo. Quindi votiamo chi grida promesse irrealizzabili perché semplicemente riesce più facile. Ma non può funzionare così: loro sono assolutamente inaffidabili e non potremmo mai accettare di governare con loro.
Sulla politica internazionale il centrodestra ha posizioni non proprio omogenee. Meloni e Salvini sono schierati con Orban, Berlusconi no. In caso di vittoria della loro coalizione ritiene che sia a rischio la posizione internazionale dell'Italia?
Oggi più che mai l’ancoraggio atlantista ed europeista è fondamentale: Draghi ha messo al centro della politica estera il rapporto con Usa e Ue. Sappiamo tutti con quanto rispetto da Washington e da Bruxelles ci hanno guardato fino a che il Governo non è stato irresponsabilmente sfiduciato. Non ci possiamo permettere giravolte, soprattutto in un momento come questo, in cui la geopolitica ha un ruolo così essenziale. Si stanno chiarendo le vicende sui fondi russi di cui si sta parlando in questi giorni e questo è fondamentale per il voto del 25. Ma, più in generale, credo che un eventuale governo di destra comprometterebbe seriamente la postura che, invece, dentro la Nato e dentro l’Ue l’Italia deve continuare ad avere.
Secondo lei, vista l'imprevedibilità del maltempo che sta flagellando una parte dell'Italia, l'attuale organizzazione statale è all'altezza della situazione oppure si rende necessario potenziarla?
Questi eventi sono di natura straordinaria e non siamo preparati. Al netto della tragedia e del profondo cordoglio per le vittime, occorre assolutamente una legge sul clima, come hanno fatto in Francia e Germania, che prevede la messa in sicurezza di argini e infrastrutture. Va fatto con procedure commissariali, non con procedure ordinarie. Il Paese va messo in sicurezza da ciò che è irreversibile.
Il conflitto in Ucraina e le frizioni con la Russia stanno provocando problemi di approvvigionamento del gas. Lei si è schierato a favore dei rigassificatori e del nucleare. Nel primo caso c’è una larga fetta di popolazione, per esempio a Piombino, che è contraria, dall'altro va risolto il serio problema delle scorie nucleari. Qual è la possibile soluzione?
La crisi drammatica dell’energia e delle bollette sta mettendo in luce quanto poco senso abbia l’ambientalismo del “no a tutto”. A Piombino siamo andati per manifestare proprio contro questo atteggiamento, parlando con la comunità locale e prendendoci anche qualche critica: tutti però hanno ascoltato. Il rigassificatore in quel porto ha la priorità. Siamo di fronte a uno tsunami economico ed energetico e non siamo nella condizione di continuare nell’impasse di Letta e Meloni, che fanno solamente melina. Le non scelte hanno un costo che non possiamo permetterci. Sul nucleare, siamo assolutamente d’accordo. Non raggiungeremo l’obiettivo “zero emissioni” entro il 2050 se non lo introduciamo nel mix energetico nazionale. Il nucleare, insieme al gas, è l’unica fonte di energia stabile. Non dipendendo da sole e vento, come fotovoltaico ed eolico, avremmo un minore impatto sull’ecosistema, una produzione energetica costante nel tempo e soprattutto - attraverso reattori di ultimissima generazione - sicura.
Qual è l'ultimo libro letto e quale l'ultimo film visto al cinema?
Il libro è Cicerone, di Pierre Grimal. La storia è la mia passione e da questa prendo tantissimi spunti di riflessione per il presente. Sul film rispondere è più difficile: con la campagna mi sto perdendo un po’ il cinema, ma tento di compensare con le serie tv. Sto guardando House of the dragon il prequel del famoso Trono di spade. Anche qui ritrovo tantissime somiglianze con la vita politica di oggi.

