Calenda: il popolo non si fida della politica

30 Luglio 2020

In città l’ex ministro dello Sviluppo economico, leader del movimento Azione: «Si riparta dalla scuola»

PESCARA. Prima volta in Abruzzo per l'ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda (foto Giampiero Lattanzio), arrivato ieri pomeriggio a Pescara per presentare il suo libro “I mostri e come sconfiggerli”, in cui identifica, a suo modo di vedere, i mali della politica italiana.
Il leader del movimento Azione, nato non più tardi di otto mesi fa ma «che ha acquisito già il 3,5 per cento del consenso» ha specificato l’ex ministro, ha parlato di una politica incapace di governare e di risolvere problemi che finiscono con il riproporsi: «Più è alta l'aspettativa, più è alta la delusione, più è alta la rabbia del popolo», ha detto prima nel corso di una conferenza stampa all'interno dell'hotel Esplanade e poi in piazza Salotto, davanti a oltre duecento persone.
Tra i presenti, anche Giulio Sottanelli, Carlo Costantini e l'ex vice presidente della giunta regionale Alfredo Castiglione.
«Ciclicamente questo meccanismo si ripete», ha proseguito Calenda: «Abbiamo visto la rabbia che ha portato ai "vaffa" di Grillo. E da Grillo siamo passati alle minacce di uscire dall'Europa di Salvini e della Meloni».
Un pensiero che per l'ex ministro dello Sviluppo economico sarebbe «una catastrofe per il Paese, che fallirebbe dieci minuti dopo». Che poi continua: «Quello che bisogna fare lo sappiamo tutti, il problema è che nessuno sembra in grado di saperlo fare. Abbiamo messo il Paese in mano a degli amministratori che non sono capaci di gestirlo».
Quindi, spiega: «Il popolo non si fida della politica e preferisce il poco, ma tutto e subito, come può essere un sussidio o un reddito, a riforme in grado di far ripartire il paese. Pensiamo alla scuola: i nostri studenti che escono dalle superiori hanno un livello d'istruzione tra i più bassi in Europa. Eppure la scuola, per un genitore, rappresenta l'interesse primario per la crescita di un figlio. Nonostante questo, tra le domande che i cittadini fanno alla politica, la scuola è sempre agli ultimi posti».
Calenda ha proseguito parlando della precarietà dei fondi ottenuti con il Recovery Fund e della necessità di investire nella sanità, andando avanti fino a ora di cena.
©RIPRODUZIONE RISERVATA