Calendario venatorio, svelata la bozza

Preaperture già dal 1° settembre e via libera generale il 2 ottobre. Ma è già polemica: le doppiette scrivono a Marsilio
L’AQUILA. Non è ancora ufficiale ma già accende le polemiche. La bozza del nuovo calendario venatorio della Regione, che pubblichiamo in anteprima, prevede una preapertura già dal primo settembre per poche specie non a rischio di estinzione, come la Gazza e la Cornacchia grigia. Tutela in modo assoluto la Tortora che non compare tra gli uccelli cacciabili. Mentre per la Beccaccia, che è molto ricercata dai cacciatori, lo stop è anticipato al 20 gennaio, mentre in altre regioni è possibile ucciderla fino al 30 gennaio. Per Quaglia e Fagiano la preapertura è stabilita al 21 e 22 settembre mentre il via libera generale al popolo delle doppiette è fissato per il 2 ottobre, con una serie di prescrizionI o divieti legati alle aree protette e a quelle confinanti. Ma è solo una bozza ora al vaglio dell’Ispra e del neonato Comitato Tecnico Nazionale Faunistico Venatorio. I cui pareri, sulla carta, sono obbligatori ma non vincolanti, anche se la Regione ha deciso di adeguarsi alle eventuali proposte di modifiche. In particolare a quelle dell’Ispra tenute in forte considerazione dai giudici del Tar ai quali, ogni anno, ricorrono sistematicamente le associazioni animaliste.
«Ma il piano proposto quest’anno», ci tiene a sottolineare Emanuele Imprudente, vice presidente della Giunta con delega alla caccia, «tiene in considerazione sia gli ambientalisti che i cacciatori. È una bozza di calendario equilibrata che però, per necessità, non può ricalcare le decisioni prese da altre Regioni perché l’Abruzzo ha caratteristiche geografiche diverse ed uniche, per via del suo 40% di aree protette, che ci impongono scelte restrittive». Ma i cacciatori sono già scesi sul piede di guerra e, bypassando l’assessore, hanno scritto direttamente al presidente, Marco Marsilio.
«Preso atto dei contenuti emersi dalla lettura della bozza di Calendario Venatorio 2024-25 inviato dalla Regione al Comitato Tecnico Nazionale Faunistico Venatorio e all'Ispra», si legge nella lettera al governatore, «le Associazioni venatorie abruzzesi si rivolgono a Lei per invitarla a un ripensamento su un documento che, così come formulato, risulta inutilmente punitivo per i cacciatori della regione, senza che peraltro queste eccessive limitazioni portino ad alcun vantaggio dal punto di vista della tutela della fauna oggetto di prelievo e della biodiversità nel suo complesso».
Tra i punti contestati, che spingono Federcaccia, Liberacaccia e Anuu Migratoristi a chiedere un incontro urgente a Marsilio, c’è dunque la data del 2 ottobre come quella generale dell’avvio della stagione per cacciare 31 specie non solo di volatili ma anche di lepri, cinghiali e volpi. Una data che le doppiette vorrebbero si anticipasse al 15 settembre, «come avviene nelle altre regioni». Ma Imprudente ha già risposto: «L’Abruzzo», dice, «è la regione dei parchi».

