Cambia la gestione dei 65 parchi
Scade l’affidamento ad Ambiente, il Comune si rivolge a Pescara Multiservice
PESCARA. La società in house Pescara Multiservice, che si occupa dei parcheggi a pagamento, assumerà la gestione dei 65 parchi cittadini. Lo prevede la delibera approvata dalla commissione Ambiente che ora passa in consiglio comunale. «La gestione avrà una durata di cinque anni (rinnovabili), per una spesa di due milioni 830mila euro e la società predisporrà una squadra di 9 unità», ha annunciato il presidente della commissione Ivo Petrelli dopo la riunione di ieri che ha visto la partecipazione del dirigente dell’Ufficio Verde, Giuliano Rossi. Due anni e mezzo fa, la gestione dei parchi è stata affidata alla società Attiva, per una spesa di 560mila euro, ma non sono mancate le difficoltà. In vista del termine contrattuale, il 31 dicembre, si è deciso di trasferire la competenza a Pescara Multiservice, autorizzata dal Comune a cambiare il proprio oggetto sociale, inserendo anche la manutenzione del verde e dei parchi cittadini. Tante le attività da svolgere: il monitoraggio delle alberature nei parchi, il controllo periodico dei giochi, l’apertura e chiusura dei parchi ogni giorno, la raccolta dei rifiuti, lo svuotamento dei cestini e la raccolta del fogliame, la spollonatura degli alberi, la rasatura dell’erba e la potatura di rami e arbusti, la rimozione degli scarti derivanti dalle potature. I parchi esclusi, per ora, dall’affidamento sono la Pineta dannunziana e i parchi gestiti da società o associazioni, cioè Villa de Riseis e Villa Sabucchi. Il Comune ha sollecitato a Pescara Multiservice di valutare la possibilità di riassorbire i cinque operatori di Ambiente, ex Attiva, che si sono occupati delle aree verdi, ricordando che Pescara Multiservice avrà bisogno di 5 operai per la manutenzione, 3 per l’apertura e chiusura dei parchi (per Ambiente Spa se ne occupava Cooperativa Scintilla), e un responsabile per organizzare il lavoro. Sul fronte sindacale si è aperta la polemica: i segretari della Fp Cgil, Massimo Di Giovanni, e la segretaria della Flai Cgil, Nadia Rossi, chiedono che «negli atti deliberativi sia garantito in modo inequivocabile che tutti i lavoratori interessati al passaggio tra le due società siano salvaguardati dal punto di vista occupazionale e dei diritti acquisiti».

