Camera di commercio contro i dipendenti: ridateci 800mila euro

23 Marzo 2016

Chiesta la restituzione di fondi versati dal 2001 al 2011 dopo un’ispezione del ministero. Protesta della Cisl

PESCARA. Quasi 60 dipendenti della Camera di commercio dovranno restituire oltre 800mila euro non dovuti. È stata la Cisl a rendere pubblica la richiesta dell’ente che, dopo un’ispezione del ministero delle Finanze risalente al 2012, «causa errato utilizzo del fondo per le risorse decentrate del personale dipendente dal 2001 al 2011, è stata obbligata dagli ispettori a recuperare le somme contestate». Nel dettaglio, la Camera di commercio dovrà recuperare 707 mila e 517 euro per il personale non dirigente e 118 mila 403 euro per i dirigenti.

L'amministrazione camerale pescarese, il 16 marzo scorso, ha pubblicato sul proprio albo pretorio informatico la determina del segretario generale n. 25 con la quale si adotta il piano di recupero decennale che, dal 2012 al 2021 prevede un recupero annuale sui fondi del personale non dirigente di 70mila euro.

La Cisl Fp Abruzzo-Molise di Pescara, a firma di Vincenzo Mennucci, ha espresso forte preoccupazione in merito al piano di recupero adottato dalla Camera di commercio di Pescara, «in primo luogo perché ril decreto legge n. 16 del 2014 non è applicabile alle Camere di commercio, in secondo luogo perché è assurdo che i dipendenti camerali dovranno accollarsi fino al 2021 il recupero delle somme derivanti da una "mala gestio" generata da altri».

Secondo la Cisl, la relazione ispettiva del ministero «individua con certezza le responsabilità dell'errato utilizzo del fondo, imputandole dal 2001 al 2005 all'allora amministrazione e dirigenza, le quali, in ordine, hanno omesso il controllo politico e il controllo economico-finanziario non sottoscrivendo gli obbligatori contratti con le organizzazioni sindacali e la Rsu: essi, infatti, venivano semplicemente predisposti a cura dell'ufficio ragioneria e allegati alla documentazione posta a corredo del bilancio di previsione».

Inoltre, sempre dalla relazione ispettiva, è emerso che, la composizione della delegazione trattante di parte pubblica è stata costituita in contrasto al contratto nazionale del 1999, il quale prevede che la delegazione sia costituita da dirigenti e funzionari dell'Ente, invece alla Camera di commercio di Pescara era presieduta dall'allora presidente camerale. «Quindi, il presidente dell'epoca, in un primo momento partecipava al negoziato e, successivamente, autorizzava la sottoscrizione del testo contrattuale decentrato in qualità di componente della giunta camerale, rendendo praticamente tutti i contratti sottoscritti nulli». La Cisl contesta aspramente il piano di recupero e «si riserva di presentare opportune proposte fattive al tavolo preposto».