Campagne assediate dai cinghiali: agricoltori in piazza oggi a Pescara

27 Giugno 2024

Il corteo partirà alle 10 dalla vecchia stazione: a piedi e con i trattori, arriverà fino a piazza Unione Scorrano e Domenicone: «La Regione ci aiuti. La soluzione? Abbattimento o cattura degli animali»

PESCARA. Campagne assediate dai cinghiali, con rischi enormi per l'incolumità delle persone e, soprattutto, danni milionari all'agricoltura. Per la prima volta, dopo trent'anni, Coldiretti scende in strada questa mattina a Pescara per una mobilitazione generale, un corteo di agricoltori, a piedi e alla guida dei loro trattori, che ha l'obiettivo di sensibilizzare le istituzioni nella "guerra" agli animali selvatici che, dalle ultime stime, hanno superato ormai i 100mila esemplari sul territorio regionale. Appuntamento alle 10 in piazza della Repubblica, poi il corteo si dirigerà verso piazza Unione, sotto la sede della Regione, attraversando corso Vittorio Emanuele.
«Un tema denunciato più volte, per il quale abbiamo proposto anche soluzioni, ma su cui non siamo ancora arrivati ad un accordo. L'invasione della fauna selvatica resta un problema di grandi proporzioni per l'Abruzzo. E per questo scendiamo in piazza per denunciarlo», dice il presidente provinciale di Coldiretti, Giuseppe Scorrano.
«Il tema è caldo anche a livello nazionale», aggiunge Scorrano, «e nelle altre regioni i nostri colleghi hanno già manifestato. Chiediamo alla Regione, in particolare al presidente Marsilio e all'assessore all'Agricoltura Imprudente, di aiutarci a trovare soluzioni». Ad essere storicamente più colpite dai cinghiali sono le zone montane, le aree protette dei parchi e quelle limitrofe. «Ma negli ultimi anni si sono spostati da queste zone scendendo nelle aree collinari, che sono quelle in cui si trova la maggior parte delle nostre produzioni agricole. Ormai arrivano anche al mare, non è raro vederli a pochi metri dalle spiagge. Ecco perché abbiamo scelto Pescara come location della nostra mobilitazione: il problema è diventato d'interesse civile e pubblico. Basti pensare ai tanti incidenti stradali e all'aumento di richieste di risarcimento, oltre ai rischi per la sicurezza delle persone», ha detto ancora Scorrano.
«A Penne e nei Comuni dell’area vestina il fenomeno è allarmante, i numeri parlano di un problema gravissimo per l’agricoltura della zona», ha detto Federico Domenicone, responsabile di Coldiretti nell’area vestina e assessore del Comune di Penne, «Ci sono produttori che hanno dovuto anticipare, investendo tanti soldi, la mietitura di grano e orzo per evitare che i cinghiali distruggessero i campi e quindi i raccolti. A Penne, come a Loreto, Farindola o a Montebello, il problema è diffuso ovunque, con attraversamenti stradali, invasioni nei parchi e devastazioni nei campi».
Difficile dare cifre esatte sui danni causati dai cinghiali all'agricoltura negli ultimi anni: «Parliamo di cifre in aggiornamento continuo. Alla Regione, però, non abbiamo chiesto solo di aumentare i fondi per il risarcimento, perché gli agricoltori vogliono raccogliere e produrre, non vivere di sussidi. Noi vogliamo soluzioni al problema».
L'abbattimento e la cattura sono le strade per arginare quest’invasione: «Non abbiamo una preferenza tra una o l'altra: vogliamo solo che si arrivi alla riduzione degli animali in circolazione», ha chiosato Scorrano, «Lo spettro è quello della peste suina: al momento non ci sono casi in Abruzzo, per fortuna, ma se andiamo avanti così sarà solo questione di tempo. E sarebbe un disastro».