Campo e pista danneggiati dal concerto

29 Luglio 2015

Rovinato il manto erboso, buchi e crepe sull’anello dell’atletica. Il precedente del 2011: tre cause con le assicurazioni

PESCARA. L’erba dell’area di rigore sotto la curva Nord distrutta e già buttata via, la pista di atletica bucata e solcata da orme di ruote, i sostegni in ferro degli ostacoli da saltare segati per consentire il montaggio del palco. Sono i danni lasciati dal concerto di Jovanotti, il 22 luglio scorso con 40 mila persone allo stadio Adriatico. Un elenco di danni che innesca la rabbia delle società sportive già al lavoro con il Campus estivo. L’assessore Pd allo Sport Giuliano Diodati parla di «danni prevedibili e non gravi. Il Comune è garantito da una polizza assicurativa per la copertura dei danni. Non c’è da allarmarsi e provvederemo in tempi brevi alle riparazioni». Una promessa che non fa presa sulle società di atletica: per quelli che si allenano sulla pista rovinata i danni sono «notevoli» e si aggiungono a quelli risalenti al 2011 e al 2012.

Divieti su erba e pista. Esiste un regolamento comunale su divieti e obblighi per gli organizzatori dei concerti: il primo è il «divieto di transito sul manto erboso con qualsiasi mezzo meccanico (muletto) al fine di ridurre i danni al terreno di gioco»; il secondo è l’«obbligo di protezione della pista di atletica e divieto di accesso sulla stessa con qualsiasi mezzo meccanico».

Soldi e polizze. Gli organizzatori, in questo caso la Alhena Entertainment di Pescara con la The Base srl, sono tenuti al pagamento di una quota fissa calcolata in base ai giorni di utilizzo dello stadio, oltre a una parte variabile sui biglietti venduti: la parte fissa ammonta a 12.200 euro, mentre per la parte variabile il Comune incasserà, entro il prossimo 13 agosto, un euro a persona. Poi c’è l’obbligo della copertura assicurativa contro i danni.

Tre cause aperte. Ma i danni lasciati allo stadio dimostrano che il rapporto tra amministrazione comunale e organizzatori dei concerti può sfociare anche in contenziosi. Sono tre le cause aperte per i danni all’Adriatico per un totale di 56 mila euro. Il Comune ha portato in causa la Delta Concerti di Bari e 4 compagnie di assicurazione «per il recupero delle somme». Nelle cause non è coinvolta la Alhena Entertainment che, sempre nel 2011 e ancora all’Adriatico, aveva organizzato un’altra tappa di Jovanotti senza danni. Il Comune è assistito dall’avvocato Biagio Giancola che ha presentato i documenti e avanzato le richieste di risarcimento: il Comune ha chiesto 2.741,64 euro per il concerto dei Modà del 27 luglio 2011; altri 24.120 euro per Zucchero del 4 agosto 2011; infine, 29.050 euro per il concerto di Laura Pausini risalente al 6 agosto 2012. A decidere di aprire i contenziosi è stata la giunta dell’ex sindaco Luigi Albore Mascia. La stessa giunta che, per i tre concerti, aveva concesso gratis l’Adriatico «visto l’interesse turistico con favorevole ricaduta sulle attività commerciali». Ora, sono stati reintrodotti i canoni.

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