Cane in gabbia, scatta il sequestro

12 Febbraio 2019

La proprietaria: «È stato un malinteso, ridatemi il mio Carlitos»

PESCARA. «Ridatemi il mio Carlitos»: la signora Rosaria non vede il labrador che vive con lei da sei anni dal 12 dicembre, giorno in cui l’animale venne sequestrato dalla polizia municipale in seguito a una denuncia per maltrattamenti, a suo parere totalmente ingiustificata.
«Non solo non ho la possibilità di vederlo, ma neanche riesco ad avere notizie dirette su di lui», racconta Rosaria Preziosi, 69enne che risiede in piazza Duca degli Abruzzi, «è stato portato prima al canile sanitario di Città Sant’Angelo e in seguito trasferito in quello di via Raiale: ma in questi mesi non mi è stata mai concessa la possibilità di vederlo, nonostante le richieste e le due istanze di dissequestro rigettate dal giudice».
La signora Rosaria proprio non ci sta a passare per una che maltratta gli animali, men che meno un cane al quale è legatissima, e per questo motivo ha deciso di lanciare un appello tramite il Centro: «Carlitos è la mia vita», afferma la donna senza mezzi termini, «ed è sempre stato tenuto benissimo: viene controllato regolarmente, non gli ho mai fatto mancare nulla: adesso mi si stringe il cuore a pensarlo in un canile dove non posso vederlo con i miei occhi».
La Preziosi si è rivolta a un avvocato, e in attesa della causa per maltrattamenti di animali, che non è stata ancora fissata, ha chiesto che le venga restituito il cane: «Alla nostra istanza abbiamo anche allegato delle foto e le dichiarazioni della dog sitter, che due volte al giorno lo porta fuori, ma non c’è stato nulla da fare: ci hanno risposto che un maltrattamento, anche solo di cinque minuti, è sempre maltrattamento».
Tutto sarebbe infatti nato da cinque minuti fatali, nei quali l’animale è stato visto in una piccola gabbia, dove era stato sistemato per motivi di sicurezza.
«Dagli atti abbiamo appreso che la denuncia è partita dalla padrona di casa», spiega la proprietaria di Carlitos, «che poco prima del 12 dicembre è venuta qui per controllare un’infiltrazione, premettendo che aveva paura del cane: per questo ho sistemato Carlitos, nonostante che sia un animale estremamente docile e giocherellone, per il tempo strettamente indispensabile in una gabbia di kennel, una di quelle strutture utilizzate ad esempio per il trasporto degli animali quando si va sui mezzi pubblici, raccomandata tra l’altro dagli allevatori».
Da questa sorta di malinteso, secondo la Preziosi, sarebbe partita una denuncia che lei ritiene totalmente ingiustificata.
«Mi accusano di aver trattato male un cane che abbiamo sempre trattato come un re e al quale abbiamo riservato sempre le massime cure», aggiunge la padrona di Carlitos anticipando quanto sarà sostenuto nell’aula di giustizia, «ogni volta che mi sembra respiri in maniera un po’ strana chiamo il veterinario, e adesso non so nemmeno chi si prende cura di lui». (a.r.)
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