Cane sfugge al padrone e uccide chihuahua

19 Maggio 2019

L’Amstaff ha aggredito l’altro animale davanti a una bambina. Accertamenti dei carabinieri sull’uso del guinzaglio

MONTESILVANO. A distanza di cinque mesi è accaduto di nuovo. Un cane, di razza american staffordshire terrier (detto anche amstaff) ha azzannato e ucciso un altro cane, di razza chihuahua, esattamente come era successo a Pescara alla fine di dicembre. Vedendo il cane più piccolo, perché potrebbe essere stata questa la molla scattata nell’animale, lo ha raggiunto e azzannato, d’istinto. Non è ancora chiarissimo come sia accaduto, e su questo stanno lavorando i carabinieri della compagnia di Montesilvano. Ma è stato appurato che il cane è sfuggito al controllo del padrone e si è lanciato in direzione dell’altro animale, che era con il proprietario, e non gli ha lasciato scampo. Tutto è avvenuto in via D’Andrea attorno alle 21 di venerdì, sotto gli occhi di una bambina che era con il chihuahua. Dopo l’assalto improvviso si è anche tentato di salvare il cagnolino, con il trasporto in una clinica. Ma è stato inutile perché non c’era più niente da fare.
Tra lo sgomento di chi ha assistito è partita la segnalazione ai carabinieri, diretti dal tenente Donato Agostinelli, e in strada si sono raggruppate molte persone. Ora toccherà proprio ai carabinieri approfondire questo episodio perché non è chiaro se il cane responsabile dell’aggressione fosse al guinzaglio del proprietario. Il rischio a cui va incontro l’uomo è quello di essere contravvenzionato.
«Non è affatto semplice capire il linguaggio dei cani», dice Carmelita Bellini dal Dog Village di Montesilvano. «E proprio per questo chi decide di avere un cane dovrebbe frequentare un corso. Un pitbull, perché l’amstaff è un pitbull, quando incontra un cane molto piccolo probabilmente viene preso dalla paura di invasione del proprio spazio. E comunque se si trova di fronte un cane di stazza piccola la può vedere come una preda. O, ancora, può vivere una sorta di competizione, quando si avvicina a un altro cane maschio». Le ipotesi possono essere diverse, quindi. E, per Bellini, c’è una forma di prevenzione, un modo per far crescere i pitbull nel miglior modo possibile. «Questi cani devono stare per un periodo adeguato con la madre, che li educa. I proprietari pensano che sia opportuno prenderli da piccolissimi, per educarli in casa. Ma non siamo noi ad educare gli animali. La legge impone che bisogna attendere i 60 giorni dalla nascita mentre io credo che sia opportuno aspettare anche oltre. In alcuni casi è preferibile aspettare sei mesi, se non un anno. Ciò che dico oggi dopo questo episodio», conclude Bellini, «non è diverso da ciò che dico sempre: i cani non sono un gioco e se un morso dato da un animale piccolo può non avere conseguenze, un morso di un cane più grande più averne. E il pitbull, in particolare, non molla la presa».