Cane trovato morto sul lungofiume di Pescara, gli animalisti: il sospetto di un colpo d’arma da fuoco

L'associazione LNDC chiede che le indagini vengano svolte con la massima attenzione per risalire al proprietario del cane e accertare cosa sia realmente accaduto. (Foto tratta dal profilo Facebook SOS - Consulenze PER I GATTI - GATTO Creatura Magica)
PESCARA. L’Associazione LNDC Animal Protection ha presentato una denuncia in relazione al ritrovamento del corpo senza vita di un cane di razza breton lungo il fiume Pescara, nella zona dove sorge la Fater. L'animale è stato rinvenuto da due passanti che passeggiavano con i propri cani e sul posto sono intervenuti i volontari del WWF.
Secondo le prime informazioni, la lesione riscontrata sul corpo potrebbe essere compatibile con un colpo d'arma da fuoco, anche se saranno gli accertamenti in corso a chiarire con precisione le cause della morte.
L'associazione chiede che le indagini vengano svolte con la massima attenzione per risalire al proprietario del cane e accertare cosa sia realmente accaduto. "È fondamentale ricostruire l'intera vicenda, individuare il proprietario dell'animale e capire se ci troviamo di fronte a un episodio di maltrattamento, a un'uccisione deliberata o a un incidente che qualcuno ha cercato di occultare", dichiara Michele Pezone - responsabile Diritti Animali di LNDC Animal Protection.
Secondo LNDC Animal Protection, una delle ipotesi che non può essere esclusa è quella di un incidente di caccia. Il cane ritrovato è infatti un breton, una razza comunemente impiegata nell'attività venatoria, e il luogo del ritrovamento è purtroppo noto ai volontari della Sezione LNDC di Pescara.
"I volontari della nostra Sezione locale hanno gestito per anni il canile comunale di via Raiale, a pochissima distanza dal punto in cui è stato trovato il cane, e conoscono molto bene quell'area. Possono testimoniare che la presenza di cacciatori lungo il fiume è tutt'altro che occasionale, nonostante si tratti di un contesto pienamente urbano e quotidianamente frequentato da persone che passeggiano con i propri cani, fanno jogging o utilizzano il lungofiume per attività all'aria aperta", commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. Per l'associazione, questo elemento apre una riflessione ben più ampia sulla sicurezza del territorio.
"Se dovesse emergere che il cane è stato colpito durante un'attività venatoria, ci troveremmo davanti all'ennesima dimostrazione della pericolosità della caccia, soprattutto quando praticata in aree così vicine alla città e alla vita quotidiana delle persone. La caccia è un’attività inaccettabile sempre e a maggior ragione in una zona frequentata da cittadini e animali, esponendo tutti a rischi gravissimi", conclude Rosati. L'associazione seguirà gli sviluppi dell'inchiesta e si riserva di costituirsi parte civile qualora dalle indagini emergano responsabilità penali e si arrivi a un processo.

