Canile rifugio, stop del Comune Negato il permesso di costruire

Il progetto di Pescara non viene accolto dall’amministrazione guidata da Trulli. Il M5S svela le carte I grillini: «Tramonta il finanziamento da 500mila euro. Epilogo drammatico, nessuna alternativa»
SPOLTORE. Spoltore dice “no”. L’amministrazione guidata da Chiara Trulli ha imposto uno stop al Comune di Pescara sul progetto di un parco rifugio per cani abbandonati in un’area donata dall’imprenditore Daniel Kihlgren, a Santa Teresa di Spoltore. Un progetto pronto, donato alla giunta del sindaco Carlo Masci che ha intercettato un finanziamento per la realizzazione. Mancava il via libera di Spoltore, per procedere, ma non è arrivato. E il “no” è stato preceduto da mille polemiche, nei mesi scorsi, con il centrosinistra che governa a Spoltore contrario all’opera e il centrodestra fortemente favorevole. Sono stati i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Pescara, Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo a svelare le carte sullo «stop ufficiale, probabilmente definitivo» arrivato da Spoltore. E con loro volontari e associazioni animaliste.
La richiesta del permesso di costruire è stata respinta in base «alla legge regionale 47/2013 che attribuisce ai Comuni il compito di “individuare strutture di ricovero deputate alle funzioni di canile rifugio sul proprio territorio”», hanno detto i pentastellati mostrando la lettera del Comune di Spoltore a quello di Pescara del 16 maggio. Il rifugio voluto dalla giunta Masci, invece, «sorgerebbe su un’area di proprietà privata, fuori dal territorio di Pescara, senza che sia stata raggiunta un’intesa di svolgimento del servizio e delle funzioni in forma associata col Comune chiamato ad ospitare il servizio». Di qui il rifiuto, con la possibilità di rivedere questo diniego «solo ove le funzioni e il servizio siano attivati in accordo con l’amministrazione ospitante», cioè Spoltore, dice sempre la lettera.
Per Sola «si tratta di una battuta d’arresto che sancisce l’ennesima promessa da marinaio del sindaco Masci. Dopo aver alimentato la narrazione di un’opera avveniristica che avrebbe risolto il problema annoso di una struttura di ricovero, ora tramonta il progetto e con esso anche il finanziamento pubblico di oltre 500mila euro il cui termine ultimo è fissato al 31 maggio. Un epilogo drammatico aggravato dalla mancanza di una soluzione alternativa». Eppure l’ipotesi che si arrivasse a questo punto «era preannunciata, visto che da tempo la maggioranza di Trulli lamentava il suo mancato coinvolgimento nelle scelte su quest’opera», ha concluso Sola.
«Se è vero che Pescara può aver gestito male i rapporti con Spoltore», senza avviare per tempo una interlocuzione, «è vero anche che Spoltore è rimasto fermo sulle proprie posizioni negando la disponibilità ad una struttura che potesse accogliere degnamente gli animali di entrambi i centri. D'altronde, in tema di attenzione alla tutela animale, non ci si poteva aspettare niente di più da un’amministrazione come quella spoltorese che continua a consentire l’allestimento dei circhi sul proprio territorio», hanno commentato i pentastellati. Volontari e associazioni animaliste, da parte loro, hanno rincarato la dose esprimendo preoccupazione per «il canile di Via Raiale sempre più in sofferenza a causa delle tante problematiche strutturali e sanitarie. La giunta Masci», questo il loro timore, «potrebbe smantellare la struttura portando tutti i suoi ospiti in altri rifugi di dubbia gestione».
Da questo punto di vista i consiglieri del M5S sono battaglieri. «Siamo pronti ad ostacolare questa eventualità in ogni modo affinché si possa lavorare da subito ad una soluzione alternativa facendo affidamento quantomeno sulla parte di fondi presenti nelle casse comunali, circa 150mila euro, vincolati grazie a noi nel bilancio 2023». La questione del parco rifugio non è sicuramente chiusa visto che il Comune ha presentato le proprie osservazioni al rifiuto di Spoltore. E poi c’è l’inchiesta, dopo l’esposto presentato in procura e alla Corte dei conti da Gabriele Bettoschi, che ha segnalato presunte «violazioni di legge, dichiarazioni false o ingannevoli e omissioni» relative al progetto.
Da Trulli nessun commento, nessuna dichiarazione sulla questione. (f.bu.)

