Canti, vino e benedizioni per Sant’Antonio

Pioggia e gelo non fermano le tradizionali celebrazioni con la musica del ddu’ botte a Case Troiano
SPOLTORE. Pioggia e gelo non fermano la celebrazione del Sant'Antonio, promossa dall'associazione Fontevecchia, a Borgo Case Troiano.
Nei giorni scorsi, come da tradizione, dopo la messa, si è svolta la benedizione dei pani e degli animali, che poi ha lasciato spazio alla rappresentazione dell'eterna lotta del santo contro il diavolo e le sue tentazioni, accompagnata dai canti abruzzesi a cura del gruppo Sant'Antonio Acli di Scafa.
«È una manifestazione che sentiamo come parte della nostra identità» spiega il presidente di Fontevecchia, Luciano Troiano. «Il nostro obiettivo è il recupero e la gelosa conservazione delle tradizioni e di quelle feste calendariali che nel secolo scorso hanno scandito la vita dei nostri nonni. Non abbiamo rinviato l’evento per maltempo perché questa è una festa devozionale che nei tempi antichi si svolgeva in qualunque condizione meteorologica».
Ad aprire le celebrazioni, una esposizione delle tipiche coperte di lana abruzzesi, bianche e marroni o color amaranto, le cosiddette “tarantine”, così chiamate perché sono prodotte a Taranta Peligna, oltre all'allestimento, nella chiesa della Santissima Trinità, dell'altare devozionale dedicato a Sant'Antonio con l'immagine del santo circondata da arance e ceri.
Dopo la messa celebrata da don Manuel, seguita dalla benedizione dei pani, ciascuno dei quali è stato poi distribuito tra i presenti, sempre in chiesa, si è svolta la benedizione degli animali portati dai fedeli, per poi lasciare spazio alla rappresentazione delle “tentazioni di Sant'Antonio”, accompagnata dalla musica de lu ddu' bbotte e dei vurra vurra . Il gruppo di Scafa ha fatto rivivere le mitiche tentazioni del santo, giocate tra sacro e profano. Tentazioni che culminano con l'apparizione del diavolo che si rivela, ma che alla fine il santo riesce a sconfiggere, facendo prevalere la fede, con l'aiuto dell'arcangelo Michele.
Tra canti e poesie abruzzesi, recitate in verbacolo dal cantastorie Pietro D'Alimonte, di Roccamorice, la serata si è chiusa con la distribuzione de lu cumplimend, la minestra di legumi, salsicce e patate, vino rosso caldo con spezie e li cillitt, dolce tipico a forma di uccellino preparato con ripieno di marmellata d'uva e mosto cotto.

