«Cantiamo lo spaesamento»
Stasera i Subsonica a Pescara con il live a basso consumo energetico
PESCARA. Sentissi come na barca ‘nt in bòsch. Sentirsi come una barca in un bosco. Un modo di dire piemontese che esprime il senso di spaesamento, il sentirsi fuori luogo a cui i Subsonica si sono ispirati per la produzione del loro settimo album in studio, “Una nave in una foresta”. Ne ha parlato il frontman del gruppo torinese, Samuel Umberto Romano, nell’intervista rilasciata al Centro in occasione della tappa pescarese del tour estivo. I Subsonica si esibiranno stasera, dalle 21,30, al Parco Le Naiadi di Pescara, nell’ambito di Onde Sonore Festival (appuntamento in collaborazione con Pescara Rock). Un live molto atteso, uno show di musica e tecnologia, suoni e immagini, durante il quale la band proporrà una ricca scaletta fatta di nuovi brani e storici successi.
Perché questa nave nella foresta?
Il titolo è un modo di dire che esprime un senso di spaesamento, di quando ti trovi fuori luogo e fuori contesto. E’ uno stato d’animo che abbiamo riscontrato in molte realtà vissute in giro per l’Italia. Le difficoltà quotidiane ti fanno sentire un po’ una nave in una foresta. Il nostro modo di scrivere è vivere la vita, vivere le emozioni della gente e raccontarle in musica.
Parliamo delle 10 storie raccontate nel disco e del filo conduttore che le lega.
E’ il momento. Il racconto delle emozioni umane. L’essere umano è il nostro punto di partenza. Ovviamente facendo parte della categoria ci mettiamo molto del nostro. Il filo conduttore è il senso di spaesamento, in un momento storico come questo.
Il live è un trionfo di musica e tecnologia. Con un’attenzione particolare al prezzo del biglietto. Ce lo presenta?
E’ uno dei live più attenti all’ambiente del mondo. E’ completamente illuminato a luci led e ha un impatto ambientale molto ridotto. Il nostro è stato il secondo esperimento del genere a livello mondiale, dopo quello dei Radiohead, e ne siamo particolarmente fieri. In più, questo ha generato un effetto scenico particolare. Per quanto riguarda il prezzo, per noi è sempre stato importante riuscire a contenerlo. Non puoi raccontare di navi nella foresta se poi queste persone non ce le fai entrare...
Nel disco c’è una dedica all’amico Don Gallo, scomparso due anni fa.
Il Don era una persona incredibile, sempre pronto a portare aiuto a chi ne aveva bisogno. Organizzava festival e concerti nei luoghi che aveva costruito per la riabilitazione dei tossicodipendenti e capitava spesso che ci chiamasse. Provavamo da lui i live prima di partire in tour. C’è sempre stato un rapporto collaborativo. Quando è scomparso è venuta a mancare una persona importante, che sentivamo molto vicina. Ci è sembrato doveroso ricordarlo.
Ospite del disco, l’artista Michelangelo Pistoletto nel brano “Il Terzo Paradiso”.
Sentendoci delle navi in una foresta, ci sentivamo proiettati in un mondo diverso dal nostro. Michelangelo ha dato una prospettiva diversa all’idea di collaborazione musicale. Porta avanti da tempo il concetto del “terzo Paradiso”, manifesto in cui si auspica che gli esseri umani capiscano che il territorio che ci è stato dato come casa sta arrivando alla fine delle sue risorse e che si crei un nuovo Paradiso per ricominciare a vivere in armonia con la natura. Un concetto che si avvicina moltissimo all’idea che noi abbiamo del nostro pianeta. Nel momento in cui c’è una simile unità di intenti è facile costruire una canzone.
Cosa pensate dell’Abruzzo?
E’ un territorio fantastico che da tanti anni siamo abituati a toccare e a vivere, a cui siamo molto legati. Non ci sentiamo più una realtà torinese, ma italiana. Abbiamo lasciato un tassello della nostra anima in ogni luogo dove siamo stati. In Abruzzo ci torniamo sempre volentieri. Poi c’è il mare. È probabile che qualcuno dopo il concerto finirà dentro l’acqua.
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