Caos per il gelato, cliente nei guai

Volante in corso Umberto: il 45enne di Francavilla condannato a quattro mesi
PESCARA. Ha dato in escandescenze dentro a una gelateria, in pieno centro, perché era insoddisfatto del gelato che gli era stato appena servito. E poi, quando è arrivata la polizia, il 45enne di Francavilla se l’è presa anche con gli agenti della squadra volante al punto che ne è nata una colluttazione in strada, su corso Umberto. E per l’uomo è scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Ieri mattina, poi, difeso dall’avvocato Giovanni Mangia, ha patteggiato la pena ed è stato condannato a 4 mesi di reclusione ed è tornato in libertà. È assai probabile che abbia inciso notevolmente sull’accaduto il fatto che l’uomo avesse alzato il gomito, due sere fa.
Si è presentato in una gelateria del corso e ha chiesto un gelato ma poi qualcosa non è andato per il verso giusto, a suo dire. Ciò che gli è stato servito non era di suo gradimento o magari non ha gradito il servizio, al punto da reagire in malo modo. Ha alzato la voce, ha urlato contro chi si trovava alla cassa, per sottolineare a chiare lettere cosa non andava. Il suo comportamento non è passato inosservato, ovviamente, e la tensione si è avvertita in maniera palpabile tra i clienti. Chi c’era, stando alla ricostruzione emersa ieri, ha immaginato o temuto una degenerazione della situazione e si è rivolto alla polizia, componendo il 113, per far arrivare una pattuglia e riportare tutto alla normalità, tranquillizzando il cliente che aveva perso le staffe e che andava placato.
All’arrivo degli agenti della squadra volante c’era ancora parecchia agitazione e non si è affatto ridimensionata. Anziché chiarire l’accaduto e chiudere tutto con tranquillità, la tensione è salita ulteriormente, stavolta all’esterno del locale, lungo corso Umberto, sotto gli occhi di chi passeggiava, attorno alle 22. Il 45enne non si è affatto calmato, ma ha discusso con i poliziotti, opponendo resistenza, per cui ne è nata una colluttazione. E la serata, per lui, si è conclusa nel peggiore dei modi, con l’arresto. Ieri mattina, in Tribunale, la direttissima e la richiesta di patteggiamento da parte del suo legale. (f.bu.)

