«Caos pronto soccorso» La Asl: accessi in aumento

PESCARA. Il pronto soccorso che scoppia e il materasso antidecubito indispensabile per il paziente tetraplegico, che tarda ad arrivare. È iniziata così, domenica, la vicenda che ha visto il...
PESCARA. Il pronto soccorso che scoppia e il materasso antidecubito indispensabile per il paziente tetraplegico, che tarda ad arrivare.
È iniziata così, domenica, la vicenda che ha visto il responsabile dell’ufficio politiche per la disabilità della Cgil, Claudio Ferrante, chiamare i carabinieri. A raccontarlo è lui stesso: «Il paziente entrato in ospedale venerdì 17 maggio in crisi respiratoria, ma in pneumologia non c’è posto e viene portato al pronto soccorso, sprovvisto però di materasso antidecubito indispensabile per i malati con lesioni midollari. Tale necessità è stata subito comunicata ai sanitari dal paziente, in quanto senza tale presidio il rischio di lesioni è elevatissimo. E infatti, è arrivato subito un preoccupante arrossamento della pelle che fa prefigurare la possibile insorgenza di piaghe da decubito».
Di qui, domenica sera, i carabinieri in ospedale chiamati da Ferrante e il materasso arrivato ieri mattina. Ma, aggiunge Ferrante: «In pronto soccorso ho visto pazienti nei corridoi probabilmente in attesa di ricovero; scopro che ci sono pazienti al pronto soccorso in attesa di ricovero dal 7 maggio, per stessa ammissione del medico responsabile. Senza parlare della sala d’attesa piena di pazienti in attesa di cure. Certamente la colpa non è dei medici o degli infermieri che sono pochi e hanno pochi mezzi e cercano di fare quello che possono». E interviene Luca Ondifero, segretario generale Cgil Pescara: «Chiediamo un incontro urgente alla direzione Asl che non sta dando seguito a un tavolo di discussione aperto con la nostra organizzazione sindacale già da qualche mese».
Replica la Asl: «Il paziente è giunto nel Pronto soccorso nella serata di venerdì 17 maggio (ore 19.29 triage). La richiesta di un materasso antidecubito adeguato è stata inoltrata tempestivamente sabato 18 maggio, con l’obiettivo di fornirlo al paziente il prima possibile. Il materasso è arrivato il primo giorno lavorativo successivo alla richiesta, ovvero lunedì 20 maggio. Nel frattempo, sono state impartite specifiche indicazioni per garantire il benessere del paziente durante la permanenza in Pronto Soccorso, ovvero è stata prescritta la movimentazione frequente del paziente, ogni due ore, al fine di evitare l’insorgere di lesioni da decubito». E ancora: «Per quel che riguarda la indisponibilità del materassino, si sottolinea che il Pronto soccorso non è un reparto di degenza ma un servizio dove il paziente, se non dimissibile, rimane sino alla collocazione in reparto. Tali dotazioni vengono dunque richieste a seconda della necessità sia pure temporale, proprio per garantire la massima cura e il rispetto di specifiche esigenze. Per i tempi di attesa e l’affollamento, si rende noto che dal 1° gennaio al 10 maggio ci sono stati 1.800 accessi in più nel Pronto soccorso di Pescara rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (da 24.500 circa a 25.865 circa). Questo dato conferma il ruolo centrale del Pronto soccorso di Pescara, tra i primi in Italia per numero di accessi e dà la misura dell’impegno quotidiano degli operatori coinvolti».
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