Capasso e Di Frischia La questura presenta i nuovi dirigenti

9 Settembre 2021

Il primo guiderà l’Anticrimine, il secondo la squadra mobile Il saluto di Liguori: «La loro esperienza, un valore aggiunto»

PESCARA. Altri due abruzzesi, due pescaresi, nei posti chiave della questura. Il primo nel capoluogo adriatico è nato e ci vive con la famiglia; l'altro invece c'è cresciuto e ci ha mosso i primi passi nel mondo del lavoro come avvocato. Sono il primo dirigente della polizia, Gennaro Capasso, da ieri alla guida della divisione Anticrimine, e il commissario capo Gianluca Di Frischia a capo invece della squadra Mobile. Prendono il posto rispettivamente di Daniela Pasqua e di Dante Cosentino, passati la prima alla polizia stradale dell'Aquila e i secondo alla Digos di Pescara.
Per entrambi un ritorno a casa. Capasso in Abruzzo ha diretto dal 2001 al 2015 la squadra mobile di Teramo e per un anno, dal 2016 al 2017, anche quella dell'Aquila. Quindi la promozione a primo dirigente e il trasferimento alla questura di Brescia, dove ha ricoperto incarichi di primo piano. Proviene invece da Torino Di Frischia, dove ha gestito diverse sezioni della Mobile. «Sono certo», ha sottolineato il questore Luigi Liguori, presentandoli in conferenza stampa, «che rappresenteranno un valore aggiunto. Tutti e due sono dei validissimi dirigenti ed entrambi provengono da realtà del Nord Italia molto diverse rispetto alla nostra, e complesse. Per questo ritengo che potranno dare parecchio a livello di esperienza maturata. A Pescara comunque», ha fatto presente, «la sicurezza è aumentata così come il livello di presenza delle forze dell'ordine. Sotto controllo i fenomeni criminali e anche quelli di dissenso, ad esempio contro il Green pass».
Sono dunque pronti a iniziare, Di Frischia e Capasso. «Questa», ha detto con orgoglio il nuovo dirigente della Mobile, «è la terra in cui sono cresciuto. L’esperienza fatta a Torino la considero di rilievo. Gestendo diverse sezioni della mobile, ho avuto modo di vedere e contrastare varie fenomenologie criminali. È un bagaglio che mi porto dietro e sono sicuro che mi aiuterà anche qui». Di Frischia ha tenuto a sottolineare che punterà molto sul lavoro di squadra. «Noi siamo la squadra Mobile», ha evidenziato, «ed è la squadra che lavora. Soprattutto in questo primo periodo per me sarà una full immersion. In questa realtà sono cresciuto e so già cosa mi aspetta. Non vedo l’ora di iniziare. Ritengo che Pescara sia una città ancora sicura, ma avrò modo di confrontarmi meglio con il territorio». Di Frischia è anche un figlio d’arte. Il padre Patrizio è stato un dirigente della polizia e alla fine degli anni ’90 ha diretto la Mobile a Pescara. «Quello di poliziotto», ha spiegato, «è un lavoro che ho nel Dna, ma che ho scelto per passione dopo aver svolto per diversi anni la professione di avvocato. L’ho scelto con convinzione e non per eredità. Ora spero di fare bene. È un onore incredibile essere tornato nella mia terra a fare il lavoro che amo, ma anche una grande responsabilità». Onore e responsabilità anche per Capasso. «Torno a Pescara», ha sottolineato, «con grandissimo entusiasmo. Porterò qui la mia esperienza. Ogni realtà ha le sue criticità, quelle di Pescara le conosco perché è la mia città e so quali possono essere i problemi da affrontare».