Capitaneria di Trieste pescarese al comando

26 Aprile 2016

PESCARA. «Porterò a Trieste la forza del cuore abruzzese». Un pescarese al comando della direzione marittima del capoluogo del Friuli Venezia Giulia. Un incarico prestigioso per il capitano di...

PESCARA. «Porterò a Trieste la forza del cuore abruzzese». Un pescarese al comando della direzione marittima del capoluogo del Friuli Venezia Giulia. Un incarico prestigioso per il capitano di vascello Luca Sancilio, 55 anni, pescarese di via Chieti, con origini pugliesi, che arriva al culmine di una carriera iniziata nel 1986 con la nomina a sottotenente di vascello, dopo il servizio militare come ufficiale di complemento del corpo delle capitanerie di porto.

La passione per il mare la eredita dal padre Gaetano, nato a Molfetta, comandante di unità mercantili nella città pugliese, poi direttore dell'ufficio Registro Navale Abruzzo e Molise, «deceduto quando avevo 15 anni», ricorda Sancilio, nato il 25 novembre 1960 da mamma Ortensia Maggiore di Montesilvano, «se mi vedesse sarebbe fiero di me, ma oggi indosso il suo orologio ed è come se fosse accanto a me in questo momento di grande emozione che sto condividendo con familiari, amici e la mia amata, Angela Vitileia», assistente sociale pescarese.

Tra il 1987 e il 1989 Sancilio è in servizio alla capitaneria di porto di Pescara, come caposezione del demanio e si occupa di rilasci di concessioni. «C’era la mucillagine», ricorda. A distanza di 27 anni poco cambia: restano il mare inquinato e il fiume intasato dalla melma.

Nel 1993 si laurea in giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Tra il 1994 e il 1996, comanda l'ufficio circondariale di Anzio, quindi 7 anni all'ufficio di gabinetto del ministero per i trasporti come responsabile dell'ufficio legislativo delle attività marittime. Dal 2004 al 2006 coordina il distretto di Termoli e le isole Tremiti (2005) e nel 2007 viene promosso capitano di vascello. Dal 2007 al 2010 è in forze all'ufficio Naviglio Mercantile dello Stato Maggiore della Marina Militare, quindi l'approdo alla capitaneria di porto di Siracusa fino al 2013. In questi anni affronta l'affluenza massiccia degli sbarchi dei migranti. «Nel 2013, erano 12 mila i disperati e affrontavamo anche fino a tre sbarchi al giorno, da aprile ad agosto. Abbiamo dovuto allestire delle tendopoli improvvisate in capitaneria, perché non c'era più spazio per ospitarli. E' stata l'esperienza umanamente più toccante della mia vita».

Un episodio che non dimenticherà mai? «La nascita di una bimba siriana, che chiamammo Marina, nella motovedetta della capitaneria di porto. Io la presi in braccio per portarla in ambulanza ed essere assistita meglio. Un altro ricordo indelebile, il timone, che conservo in casa, di un barcone di disperati che abbiamo dovuto demolire con le particolari procedure di rito». Ora per 3-4 anni, il comando della Direzione marittima di Trieste: «E' l'incarico più importante e prestigioso della mia vita», dice Sancilio, diplomato in pianoforte al conservatorio di Santa Cecilia, «ed è appannaggio di pochissimi, sono molto felice. Ho ricevuto anche i complimenti dell'associazione degli abruzzesi a Trieste». Ma il richiamo di Pescara è sempre forte: «Quando posso torno nella mia casa di via Raffaello e dai miei affetti».

Cinzia Cordesco

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