Capo operaio morto folgorato, il pm ordina analisi sul cellulare

La procura nomina un super esperto nell’inchiesta in cui sono indagati il sindaco Russo, il vice e altri 3 L’obiettivo è individuare chi ha incaricato il dipendente comunale di fare i lavori il giorno della tragedia
FRANCAVILLA. Un super esperto per analizzare il cellulare di Giancarlo Carulli, 64 anni, il capo operaio del Comune di Francavilla morto folgorato mentre cercava di sistemare un cavo dell’illuminazione pubblica in via Antonella D’Aquino. Lo ha nominato il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giancarlo Ciani: l’ingegnere Gianfranco Del Prete di Pesaro dovrà estrapolare tutti i dati contenuti nel cellulare della vittima, deceduta lo scorso 9 agosto all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dov’era arrivata in condizioni disperate quattro giorni prima a seguito dell’incidente sul lavoro. Nell’inchiesta sono indagati, con l’accusa di omicidio colposo, il sindaco di Francavilla Luisa Russo, il vice Wiliams Marinelli, i dirigenti comunali Roberto Olivieri e Maurizio Basile e il responsabile esterno della sicurezza dell’ente Gianni Corradetti.
Il pm, dunque, ha deciso di affidare una consulenza per ricostruire i contatti avuti da Carulli nelle ore precedenti alla tragedia e, soprattutto, per accertare chi quel giorno lo incaricò di eseguire l’intervento per mettere in sicurezza un cavo che si era staccato a causa del maltempo. In questo senso, potrebbero risultare determinanti messaggi e chat di Whatsapp. L’ingegner Del Prete, specializzato in «digital forensics» e fondatore della sezione cyber investigation dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano, dovrà depositare la consulenza finale entro sessanta giorni. Le operazioni inizieranno il prossimo 9 ottobre.
Le indagini sulla tragedia avvenuta all’alba di un sabato mattina d’estate sono condotte dai carabinieri della stazione di Francavilla. In base a una prima ricostruzione, quel giorno Carulli è salito sul cestello per poi urtare un cavo che si trovava poco distante da quello che avrebbe dovuto riparare, rimanendo folgorato. Da quel momento, il capo operaio non ha più ripreso conoscenza, entrando in coma farmacologico con ustioni sul 90 per cento del corpo. I medici hanno anche valutato l’intervento chirurgico, ma le condizioni del paziente non l’hanno consentito. Già nelle prime ore successive all’incidente, l’impressione era che solo un miracolo avrebbe potuto scongiurare il peggio. Miracolo che non è avvenuto.
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Marco Femminella, Augusto La Morgia ed Elio Carlino. La famiglia della vittima, invece, si è affidata all’avvocato Marco Bevilacqua e ha nominato come consulente tecnico di parte Cristian Franciosi.
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