Capodanno solidale: festa alla Caritas per 100 senzatetto

30 Dicembre 2019

Cenone di San Silvestro domani nella mensa di via Alento Piano anti-freddo: 47 ospiti nel dormitorio del Comune

PESCARA. Brinderanno al nuovo anno con un bicchiere di aranciata o di coca cola perché alla Caritas è bandito l’alcool. Le bevande accompagneranno il ricco menù a base di stracciatella in brodo, cannelloni al ragù e arrosto di tacchino.
Saranno un centinaio i commensali del cenone di San Silvestro organizzato per il decimo anno da don Marco Pagniello nella cittadella della Caritas di via Alento, aiutato da una trentina di volontari.
Gli ospiti, emarginati, senzatetto, italiani, ma anche stranieri dell’Est e belgi, tanti uomini ma anche donne, si presenteranno alla mensa del quartiere San Donato intorno alle 19 del 31 dicembre e andranno via molto prima della mezzanotte, intorno alle 22. Perché gli indigenti, una volta soddisfatte le primarie esigenze, hanno fretta di tornare ai loro giacigli in strada (pochi, ultimamente grazie all’opera di convincimento dei volontari di On The Road, coordinati da Massimo Ippoliti, e di altre realtà associative del territorio) oppure, in tanti, si infileranno sotto le coperte calde dei 70 posti letti pronti nel dormitorio comunale di via Lago Sant’Angelo. Ieri notte, gli ospiti erano 47. A servire ai tavoli le pietanze, antipasti all’italiana con prosciutto e formaggi adeguati ai gusti anche degli ospiti musulmani, saranno gli angeli della Caritas, famiglie con figli che per un giorno sperimenteranno la dolcezza e l’orgoglio di essere protagonisti di un’opera solidale.
I volontari saranno coordinati da Massimiliano Parente. Suor Livia, che ogni giorno conforta i detenuti della casa circondariale pescarese, si occuperà di animare il veglione solidale di fine anno con animazioni e giochi socializzanti.
«Il nuovo povero», spiega don Marco Pagniello, vicario episcopale per la Carità, «è l’escluso che per problemi familiari si ritrova solo, è colui che non riesce a trovare il suo spazio in società, che ha un disagio psichico. Per questo grande importanza ha l’esperimento in corso di co-housing, tre persone per ogni alloggio sparso in città, che ha l’obiettivo di far uscire queste persone dalla povertà e ridare loro dignità».
Il piano freddo, predisposto dal Comune, «sta funzionando» precisa don Marco, anche grazie all’opera di mediazione dei tanti volontari di strada che ci provano a trascinare i senzatetto tutti al calduccio. Dal gelo della strada. Con la testa nascosta sotto le coperte.