Cappelle, finanza alla Bcc La banca: un atto dovuto

21 Luglio 2015

Acquisiti documenti relativi all’assemblea che confermò l’attuale presidenza Tutto parte da un esposto della minoranza. Borgia: si rassegnino alla sconfitta

CAPPELLE SUL TAVO. La procura apre un’inchiesta, dopo un esposto, e la finanza acquisisce gli atti dell’assemblea che il 26 aprile scorso ha confermato Michele Borgia alla presidenza della Banca di credito cooperativo di Cappelle sul Tavo. Ma il presidente rassicura: «Si tratta solo di un atto dovuto».

Al termine dell'assemblea dei soci della Bcc per il rinnovo delle cariche, Borgia è stato riconfermato per la terza volta alla guida dell’istituto. La sua lista ha ottenuto 1.217 preferenze, contro le 1.072 registrate dalla cordata sfidante guidata dal vice presidente Filippo Falconio: 145 voti di scarto, con una percentuale superiore al 13%. Secondo l’esposto, si sarebbero verificate varie anomalie.

A ordinare il blitz delle fiamme gialle nella filiale di via Vestina a Montesilvano, è stato il pm Barbara Del Bono dopo l’esposto di alcuni soci della Bcc. Lo ha reso noto Fabio Rossi che però, secondo Borgia, «non è socio della Banca (o non lo è più)». Aggiunge il confermato presidente: «Su questa base, quanto riportato in questa comunicazione anonima, non è altro che un atto dovuto da parte della magistratura in seguito all'ennesima iniziativa posta in essere nei confronti dell'attuale governance della banca, dopo la vittoria della nostra compagine amministrativa nell'assemblea del 26 aprile scorso. Ritengo invece sia un segnale di maturità il riconoscere la propria sconfitta e non cercare di imporsi contro la volontà della base sociale per vie diverse da quelle democratiche».