Cappelle piange ancora: seconda vittima

14 Aprile 2020

Ma resta basso il numero dei contagiati. L’assessore Di Febo: «Sono fermi a quattro, merito delle misure immediate»

CAPPELLE SUL TAVO. Un’altra vittima del Covid-19 a Cappelle sul Tavo. È stata comunicata ieri la morte di una donna di 82 anni, ricoverata in ospedale e residente in paese, dal servizio Prevenzione e tutela della salute dell’assessorato regionale alla Sanità. Si tratta del secondo decesso dovuto al coronavirus nel giro di una decina di giorni. All’inizio del mese era infatti morta un’altra anziana, una signora di 92 anni. Due vittime quindi nonostante il basso numero di contagiati: a Cappelle se ne sono contati appena quattro, comprese le due vittime, dall’inizio dell’emergenza, ai quali si aggiunge una coppia di operatori sanitari, originari di Cappelle ma domiciliati a Spoltore. Per quanto riguarda gli altri due contagiati, si tratta di due persone unite da legami di parentela, una delle quali guarita.
«Ci siamo mossi subito per contrastare il coronavirus», spiega l’assessore alle Politiche sociali Paride Di Febo, «io stesso, fin da prima dell’emergenza, ho iniziato ad andare in municipio con la mascherina. Abbiamo chiuso centro sociale e cimiteri fin dai primi decreti, e a seguire le altre strutture pubbliche come imposto dalle disposizioni superiori. Il Coc è stato aperto già il 12 marzo per assistere, con il supporto della Croce rossa, anziani, disabili e bisognosi con il servizio domiciliare di alimenti e farmaci. Probabilmente sono state anche queste scelte a determinare il basso numero di contagiati, che stiamo cercando di mantenere il più basso possibile».
Tra domani e dopodomani in paese dovrebbe iniziare una nuova distribuzione di mascherine: «Ci sono state donate da Carlo D’Andrea, avvocato di Cappelle che lavora in Cina», sottolinea l’assessore Di Febo, «altre erano state acquistate dall’amministrazione comunale, mentre le prime erano state realizzate artigianalmente e offerte dalle donne del paese».
Proprio il basso numero di casi ha spinto nei giorni scorsi il sindaco Lorenzo Ferri a stringere ulteriormente la morsa dei controlli, per far in modo che a Cappelle venisse limitato il più possibile in contagio. Perciò Ferri, ritenendo eccessivo il numero della gente presente nelle strade del paese, aveva parlato di «guerra aperta» al «traffico di persone che, in barba a raccomandazioni, prescrizioni e ordinanze, si riversa da fuori comune nel nostro picciolo centro per acquisti negli esercizi commerciali autorizzati a stare aperti».
Per questo il sindaco aveva dato «formali disposizioni affinché i nostri agenti della polizia locale, coordinati dal comandante Luciano D’Addazio, controllino, anche in borghese, la provenienza della clientela per scovare anche i “turisti” del commercio».
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