Carabiniere 50enne morto a Cuba Il dolore della città: era adorabile

24 Agosto 2022

Incredulità per la scomparsa di Germano Mancini, originario di San Silvestro ma da anni in Veneto  Il comandante della stazione di Scorzé lascia madre e fratelli. Gli amici: di lui si può dire solo bene

PESCARA. «È una famiglia storica di San Silvestro, una famiglia per bene e rispettabile. Sono addolorato e desiderio esprimere il mio cordoglio alla famiglia Mancini per la morte di Germano, che era così giovane». Con queste parole l’assessore comunale Eugenio Seccia ricorda Germano Mancini, 50 anni, originario di Pescara e comandante dei carabinieri di Scorzè, nel Veneziano, morto nei giorni scorsi a Cuba, durante una vacanza con gli amici. Le autorità del posto hanno ipotizzato che fosse affetto dal vaiolo delle scimmie.
Seccia, anche lui di San Silvestro, non vedeva il luogotenente «da anni», vivendo fuori regione, ma lancia un messaggio di vicinanza alla famiglia, in primo luogo alla madre Elisa, che ha 88 anni, ai fratelli di Mancini, di cui uno carabiniere, uno guardia giurata, un altro ancora poliziotto penitenziario, e agli altri parenti. «Sono originari di Colle Renazzo, ricordo che avevano dei valori sani, e i genitori erano molto socievoli per cui si creano spesso delle occasioni di incontro. Si sono allontanati da Pescara ma erano legatissimi alla città», conclude l’assessore. Proprio da San Silvestro una residente parla dei Mancini come di «una famiglia conosciutissima e rispettata. E lui era davvero un ragazzo adorabile, si può solo dire bene».
Intanto si lavora per far luce sulle cause della morte, partendo dall’autopsia che è stata già eseguita. Il ministero della Salute cubano in un comunicato ha ricostruito tutto, sulla morte di Mancini, spiegando che si tratterebbe del «primo caso di vaiolo delle scimmie a Cuba, diagnosticato il 20 agosto» sul turista italiano. Nel dettaglio, «un paziente maschio di 50 anni di nazionalità italiana, arrivato nel Paese come turista il 15 agosto», ha detto il ministero, «ha subito un'evoluzione rapida e grave ed è rimasto in condizioni critiche e instabili dal 18 agosto, per poi morire nel pomeriggio del 21 agosto. Il referto necroscopico effettuato presso l'Istituto di medicina legale ha evidenziato che la causa del decesso è stata una sepsi dovuta a broncopolmonite causata da un germe non specificato e danni multipli agli organi. Allo stesso modo, attraverso gli studi effettuati fin dall'inizio per cercare possibili cause associate che potessero condizionare la sua gravità, sono state escluse altre patologie di eziologia infettiva. In seguito alle azioni di controllo del focolaio previste dal protocollo approvato per la prevenzione di questa malattia nel Paese, i contatti del paziente, finora asintomatici, vengono tenuti isolati». Mancini era a Cuba con gli amici.
Il ministero della Salute italiano, dal canto suo, ha chiarito di «non aver ricevuto conferme scientifiche dalle autorità sanitarie locali ed è al lavoro per acquisire elementi» sul caso.
Nais Marcon, sindaco di Scorzè, ha invitato ad «essere cauti sulle cause della sua morte» visto che «documenti non ce ne sono, anche i familiari e gli stessi carabinieri non sanno dire ancora nulla di preciso». Mancini, dopo un paio di anni in servizio nella trevigiana a Zero Branco, si era poi trasferito a Scorzè, dove ha seguito tutto l'iter professionale fino a diventare da poco, dopo 16 anni, responsabile della stazione dell’Arma. Abitava a Noale, aveva un figlio 20enne e la notizia ha lasciato tutti basiti anche lì. «Mancini era conosciuto non solo per la divisa ma per la sua disponibilità. Era sempre sorridente, pronto ad accorrere ad ogni chiamata, di grande supporto per le problematiche sociali», ha aggiunto il sindaco.
«La nostra comunità, i suoi colleghi, tutti noi siamo sconvolti dalla notizia», hanno detto invece dal comune di Scorzè.
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