Carabinieri, Di Niro alla guida del comando provinciale

PESCARA. Prevenzione, repressione, coinvolgimento della città anche attraverso il dialogo con le associazioni. Sono i tre livelli attorno a cui si snoderà l’attività dei carabinieri della provincia...
PESCARA. Prevenzione, repressione, coinvolgimento della città anche attraverso il dialogo con le associazioni. Sono i tre livelli attorno a cui si snoderà l’attività dei carabinieri della provincia di Pescara che da qualche giorno hanno un nuovo comandante, il colonnello Gianluca Di Niro.
Arriva a Pescara da Roma, dove è stato docente alla Scuola ufficiali carabinieri, e tra l’altro crede moltissimo nella formazione, ma ha avuto incarichi di comando anche in diversi reparti dei carabinieri, a Torino, Roma (all’epoca dell’attentato di via Fauro a Maurizio Costanzo), Reggio Calabria e Verona e ha frequentato il corso all’Istituto superiore di Stato Maggiore Interforze.
«Tornare alla territoriale mi riempie di gioia», dice con entusiasmo poche ore dopo aver assunto l’incarico, rivestito fino a pochi giorni fa dal colonnello Paolo Piccinelli, trasferito a Perugia.
Della realtà pescarese non sa ancora moltissimo, essendosi appena insediato, ma sa bene che «questa è una realtà molto viva e complessa», come tante altre, e d’altronde «non esistono più delle isole felici, in Italia. Per noi c’è lavoro ovunque», aggiunge Di Niro, «e cercheremo di farlo nel miglior modo possibile», partendo dal presupposto che «fino ad oggi il comando provinciale ha lavorato bene e noi cercheremo di fare ancora meglio».
Pur non avendo ancora esaminato nel dettaglio peculiarità e criticità di questa provincia, Di Niro sa già in che contesto si muove perché, pur essendo nato a Campobasso (cinquant’anni fa), è cresciuto a Chieti, dove è stato fino all’ingresso in accademia. E ci tiene a dire che nel 1977, quando il Pescara è andato in serie A per la prima volta, lui tifava proprio per i biancazzurri e seguiva le partite del Pescara.
«Il nostro obiettivo», sottolinea il colonnello, che è figlio d’arte, «è il benessere della collettività, nel rispetto delle norme» e d’altronde questa è la mission dei carabinieri da 202 anni, cioè dalla fondazione dell’Arma. «Noi esistiamo per risolvere i problemi» e l’idea che vuole portare avanti è quella di un grande «progetto di sicurezza».
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