Carabinieri, oggi c’è lo sfratto

Scaduti i termini per trasferire i militari nella nuova sede dei giudici di pace. Si spera su una proroga
FRANCAVILLA. È arrivato il momento in cui i carabinieri avrebbero dovuto trasferirsi, e invece non soltanto non si trasferiranno, ma nella giornata di oggi scade il termine per l’esecuzione dello sfratto dalla sede di viale Maiella. L'appuntamento con l'ufficiale giudiziario è nel primo pomeriggio: in quella sede non si può più stare, ne serve con urgenza una nuova.
Che fine faranno, dunque, gli uomini della stazione coordinata da Antonio Solimini? Non si sa ancora, ci sono probabilità che oggi venga concessa una proroga, ma comunque sarebbe per un periodo limitato e un'alternativa va trovata e, tra l’altro, la si dovrà cercare in tempi molto brevi. Di sicuro non andranno nella nuova caserma, perché non esiste ancora una nuova caserma. O meglio, c'è un progetto, ci sono le attenzioni dell'amministrazione, ma tutto resta vincolato all'accensione di un mutuo, che il Comune dovrà richiedere per riqualificare l’edificio dell'ex giudice di pace in viale Michetti, nel centro cittadino.
In quella sede dovrebbero dunque trasferirsi i militari dell'Arma con una nuova struttura comprensiva di alloggi, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo la burocrazia. L'accensione del mutuo, che ammonta a circa ottocentomila euro, è vincolata per l'amministrazione del sindaco Antonio Luciani all'approvazione del bilancio. Il Consiglio comunale è stato convocato per mercoledì, in prima seduta, e giovedì alle 19 per la seconda chiamata. Una data molto attesa dal punto di vista politico, anche per valutare numeri e forza dell'attuale maggioranza che sostiene il sindaco.
In soldoni qualora il bilancio, che rientra tra i punti all'ordine del giorno, non dovesse essere approvato, svanirebbe la possibilità di richiedere il finanziamento e con essa anche quella di ottenere la nuova caserma in tempi ragionebolmente brevi. Dal canto suo, secondo quanto riferito poco tempo fa dal primo cittadino, i vertici dell'Arma sono stati molto chiari: in mancanza di una sede idonea, i carabinieri sono costretti a ritirarsi da Francavilla, con conseguente danno per tutta la città che rimarrebbe senza un presidio delle forze dell’ordine. La responsabilità è dunque tutta sulle spalle dei consiglieri comunali, che in ogni caso si esprimeranno in settimana.
Nuova sede non vuol dire soltanto ambienti più idonei e rinnovati e alloggi, ma apre soprattutto la speranza all'invio a Francavilla di unità di personale in più.
Attualmente, in caserma, sono dislocati 14 militari, dei quali la maggior parte è over 40, che assicurano il servizio 24 ore al giorno. Il lavoro non manca, ed è aumentato con l'esplosione demografica degli ultimi anni.
La città chiede sicurezza, ma i numeri sono numeri e non sempre, soprattutto nelle ore notturne, s’incontra una pattuglia in giro per strada. Ora che la soluzione è finalmente possibile, e che c'è il progetto, la città spera che i lavori per la messa a norma della nuova sede comincino il più presto possibile.
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