Carabinieri sfrattati dalla caserma

5 Marzo 2015

Manoppello, si riapre il vecchio problema della sede. Presidio militare a rischio

MANOPPELLO. La città rischia di rimanere senza la stazione dei carabinieri. È scaduto il contratto d'affitto dell’edificio dov’è alloggiata la sede, nel centro urbano, ed è quindi in atto uno sfratto divenuto già esecutivo.

Senza caserma, i militari dell'Arma potrebbero anche lasciare la città per trasferirsi altrove. Ipotesi che diventa motivo di preoccupazione per il consigliere di opposizione, Fabrizio Argirò, che sferra un attacco al sindaco e all'amministrazione, accusati di essersi disinteressati della necessità di mettere a disposizione una nuova sede da destinare alla caserma dei carabinieri. «Manoppello centro nevralgico della Val Pescara» afferma Argirò «ha necessità di una sede idonea. L' amministrazione non può esimersi dai suoi impegni. Investire sulla sicurezza, oltre che un dovere nei confronti dei cittadini che vogliono più presenza dello Stato per sentirsi più sicuri, è un'operazione a costo zero per l'amministrazione. Basterebbe accendere un mutuo e costruire una caserma e con i canoni di affitto pagare il mutuo». Argirò assicura di preparare una mozione da portare al vaglio del prossimo Consiglio comunale. Per Argirò, è necessario «staccare con l'inerzia dell'amministrazione Matarazzo».

La questione è aperta in città da diversi anni e la storia comincia almeno a partira dal 2007. Sfruttando la legge finanziaria regionale numero 47 del 2006, già la prima amministrazione del sindaco Matarazzo fece approntare un progetto per la costruzione di una caserma che fu tera l’altro finanziato (agosto 2007) dalla Regione per circa 900mila euro. Alcuni mesi dopo (ottobre ), il servizio ragioneria regionale annunciava tuttavia la «impossibilità di procedere alla registrazione dell'impegno di spesa per non disponibilità sullo stanziamento di competenza».

A più riprese, ci furono assicurazioni che il finanziamento sarebbe stato ripristinato. Tanto che il Comune di Manoppello, nel 2009, inserì il progetto nel piano triennale delle opere pubbliche per circa 1milione 350mila euro. Partì quindi la richiesta alla Regione di inserimento il finanziamento – delle sole 900mila euro accordate in precedenza – nella legge finanziaria regionale del 2010, mediante una mozione portata in Consiglio comunale dall'allora presidente, Gaetano Villani.

Alla presidenza della giunta regionale c'era Gianni Chiodi e assessore al Bilancio era Carlo Masci, che nonostante tirarono fuori molti voti alle elezione dalla piazza di Manoppello, non trovarono spazio per mandare avanti l'istanza. Da allora, il progetto è rimasto sospeso.

Walter Teti

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