crisi infinita

Caramanico: «C’è un’offerta per le terme, va valutata»

21 Aprile 2026

Marsilio lancia la proposta ai curatori e contesta i ritardi: «Non si capisce perché non pubblicano subito un’altra asta»

CARAMANICO

Cambia ancora la scadenza del bando per gestire le sorgenti termali di Caramanico per vent’anni al costo di 248mila euro: il termine del 24 aprile prossimo è stato spostato al 24 luglio prossimo. Lo prevede una determina dell’Areacom, l’agenzia dei grandi appalti della Regione Abruzzo, firmata dal dirigente Domenico Di Martino. E il documento rivela un dettaglio, cioè «la necessità di allineare l’aggiudicazione del bando delle acque termali all’attribuzione degli immobili oggetto delle aste giudiziarie nonché con l’avvio della fase progettuale attuativa dell’Fsc “Le tre acque”, di cui risulta beneficiario il Comune di Caramanico Terme».

Finora, il bando per le sorgenti e la vendita giudiziaria degli immobili divisa in due lotti – il primo con il complesso termale e l’albergo Maiella e il secondo con il centro benessere La Reserve – sono stati procedimenti paralleli. Con il risultato che nessuno si è fatto avanti perché quello di Caramanico potrebbe rivelarsi un affare impossibile: se un’impresa avesse la titolarità delle acque ma non quella delle terme (e viceversa), cosa potrebbe fare?

Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio di Fratelli d’Italia avanza la sua proposta: «Sarebbe il caso che i curatori prendessero l’unica offerta ricevuta e formalizzata, quella di Popoli Inn, e la proponessero al mercato come base d’asta, per verificare se ci siano operatori disposti a pagare di più (che è l’unico metodo valido ed empirico per capire quale sia il reale “valore di mercato” di un immobile) arrivando finalmente alla vendita dello stabilimento a un soggetto che dichiara di poter riattivare in 6 mesi l’attività termale. E che ha già dimostrato di saperlo fare a Popoli Terme».

La società che gestisce le terme di Popoli ha offerto 1,2 milioni e Marsilio chiede ai curatori di valutare: «Ci risulta che i curatori abbiano ricevuto una proposta formale da Popoli Inn, che ha rilevato dallo stesso fallimento di Caramanico lo stabilimento di Popoli. Stabilimento che gestisce con successo, e che oggi conta circa 150mila presenze annue. In pratica, oggi la sola Popoli Terme fa da sola più del numero complessivo di presenze che assicuravano Popoli e Caramanico insieme prima del fallimento. Si tratta, quindi, di una società che garantisce capacità gestionale e prospettive di sviluppo». Ma, secondo il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli, l’offerta di Popoli Inn «sarebbe stata ritenuta insufficiente». «Non so quali notizie abbia Blasioli per dire che i curatori non ritengono congrua l’offerta, spingendosi così a rilanciare un intervento pubblico regionale del quale non si è mai curato di definire l’importo. Sarebbe meglio evitare di creare turbativa d’asta, diffondendo peraltro notizie destituite di fondamento». E Marsilio continua: «La realtà è che di “incongrua” c’è solo la stratosferica valutazione fuori mercato dei curatori, unica ragione che ha portato a perdere anni in attesa di un ribasso che allineasse l’offerta alla domanda. Con lunghi mesi di attesa tra un’asta e l’altra. Sono già passati alcuni mesi dall’ottava asta e, francamente, non si capisce cosa si stia attendendo per pubblicare la nona. E per abbattere il prezzo».