Caramanico, rilancio delle Terme: l’opposizione dice sì a Popoli

De Acetis, De Vita e Orsini si schierano con l’offerta arrivata dal privato. E respingono la proposta del consigliere provinciale Chiacchia: rischio fallimento con gli enti pubblici
CARAMANICO TERME. «Le Terme di Caramanico ai privati, non agli enti pubblici con cui si rischia il fallimento». Sulla proposta delle Terme di Popoli di acquisire l’impianto termale di Caramanico e rilanciarlo in tre mesi interviene il gruppo di opposizione al Comune, “Caramanico Terme Futura”, composto dall’ex sindaco Luigi De Acetis, l’ex vice, Antonio De Vita e Nicola Orsini. «Basta sciacallaggio», tuonano, «dopo cinque anni di chiusura e otto aste andate deserte arriva finalmente un’offerta concreta per l’acquisizione delle Terme da parte di un operatore privato. È un segnale che aspettavamo da tempo e che conferma una posizione che abbiamo sempre sostenuto: per riaprire davvero le Terme serve un privato qualificato, capace di investire e agire rapidamente». Non un ente pubblico, come la Regione, secondo la proposta ventilata dal consigliere provinciale Gianni Chiacchia.
«Le esperienze fallimentari di formule pubblico-privato», analizza la minoranza, «in altre realtà italiane dimostrano che, quando le responsabilità si frammentano, i tempi si allungano e le strutture restano chiuse. Un imprenditore serio, invece, ha un solo interesse: riaprire presto e far funzionare l'impianto. Lo abbiamo detto anche quando eravamo alla guida del Comune e lo abbiamo ribadito in ogni sede istituzionale, anche nell’incontro con il presidente della Regione Marco Marsilio, lo scorso 6 febbraio». Così Terme Futura boccia l'operato della «narrazione» proposta «dalla sinistra regionale, con Chiacchia, Blasioli e Di Marco, pronta a puntare il dito contro la Regione per responsabilità che affondano nelle stagioni in cui amministravano loro stessi». «Chiacchia», vanno avanti i consiglieri di minoranza, «arriva persino a ventilare l’ipotesi che qualcuno voglia acquistare le Terme per tenerle chiuse e sottrarle alla concorrenza. È un modo irresponsabile di fare politica. Così si insinua il sospetto, si alimenta la paura e si scoraggiano gli investimenti. Caramanico non ha bisogno di teorie complottistiche, ma di serietà».
Terme Inn Popoli mette sul piatto un milione e 200mila euro, fuori asta, per acquisire la struttura, e altri cinque milioni di investimento per rimetterla in sesto e rilanciarla sul mercato. «Sarà il Tribunale a valutare la congruità dell'offerta», affermano De Acetis, De Vita e Orsini, «ma un dato è sotto gli occhi di tutti: dopo anni di aste deserte (otto, ndc) il mercato ha finalmente parlato. E ha dimostrato che il problema non era l'assenza di interesse, bensì una valutazione fuori mercato». E, rivolti al sindaco, Franco Parone: «Colpisce il suo atteggiamento, quando dichiara di aver appreso la notizia dai giornali senza aver alcun contatto preliminare. Se l’amministrazione comunale non è in grado di intercettare investitori interessati al principale “asset” economico del territorio, significa che manca una regia politica. Amministrare non è commentare notizie ma anticiparle, costruirle, guidarle».
E tirano fuori un progetto che rimane ancora nel cassetto, quello del Parco delle piscine termali: «Quando amministravamo il Comune avevamo costruito un progetto di rilancio complessivo finanziato con 9 milioni e mezzo di euro di Fondi Fsc (Fondo per lo Sviluppo e Coesione) con ulteriori 5, 5 milioni per ampliare l'offerta oltre il termalismo tradizionale e intercettare nuove fasce di turismo. Una progettualità concreta che l'attuale amministrazione ha scelto di non valorizzare. Ora, però, speriamo che il sindaco sappia cogliere questa opportunità che l'amministrazione precedente, e la Regione Abruzzo, ha lasciato in eredità a Caramanico. Ci auguriamo», concludono, «che riesca a spendere le somme già stanziate per il primo lotto di interventi e soprattutto per i successivi 5,5 milioni che, ad oggi, registrando il completo stravolgimento dell'opera, potrebbe essere a rischio la copertura finanziaria del secondo lotto, in tal caso ne chiederemo conto».
E concludono: «Noi sosterremo ogni proposta seria che riporti le Terme a vivere e il paese a crescere. Ma continueremo a pretendere trasparenza, tempi certi e coerenza nelle scelte».
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