Caramanico, va deserta anche la terza asta

Nessuna offerta per lo stabilimento termale e La Réserve. Il Pd: «Compromessa anche l’estate 2024»
CARAMANICO. Deserta anche la terza asta per le Terme di Caramanico. La notizia arriva dai consiglieri regionali Pd Antonio Blasioli e Silvio Paolucci e dal gruppo comunale “Uniti per Caramanico”, che commentano subito: «Nonostante le promesse della giunta Marsilio, l’impianto termale resterà chiuso anche nel 2024».
Di fatto, per questa terza asta, non sono pervenute offerte per i due lotti in cui sono stati ripartiti i beni oggetto del fallimento (lo stabilimento termale e La Réserve). Le terme di Caramanico sono chiuse ormai da anni per via del fallimento dell’ex concessionaria.
Ricostruisce il Pd: «In estate era andato deserto anche il bando della Regione Abruzzo per lo sfruttamento delle acque termali, proposto, seppur in due lotti distinti, con le acque di Canistro. In quel caso il termine per la presentazione delle domande, inizialmente previsto per il 29 luglio, era stato poi prorogato al 18 settembre senza però modificarne gli esiti. Il 10 ottobre l’Aric ha indetto una nuova gara (la cui scadenza al momento è fissata per il 13 novembre) con le stesse identiche condizioni – anche se questa volta nella gara invece delle acque di Canistro sono state comprese quelle di Popoli -, contemplando quindi un canone che nell’arco dei vent’anni prevede una spesa di 372mila euro. Il Partito Democratico», ribadiscono i consiglieri regionali, «ha più volte denunciato la scarsa appetibilità dell’investimento, indicando la soluzione più adeguata e facilmente percorribile. Ovvero la partecipazione all’asta della stessa Regione Abruzzo, quantomeno in relazione al primo lotto (lo stabilimento termale), al fine di riunire in un unico soggetto la titolarità di acqua e beni immobili, e poi - nel caso non ci sia l’intenzione di gestire le terme in maniera diretta - espletare un’unica gara per rientrare dell’esborso economico». E infine: «La notizia della terza asta deserta certifica che le terme non riapriranno nemmeno per il 2024, un colpo durissimo per l’economia del comprensorio: anche nel caso in cui nella quarta asta, che dovrebbe svolgersi tra 4 mesi, dovessero pervenire offerte, è obiettivamente impossibile che la struttura possa tornare operativa per l’estate».

