Carcere, dopo l’evasione arriva la protesta

12 Agosto 2020

Denuncia del sindacato di polizia penitenziaria. Petrongolo: «Mancano gli agenti e le telecamere»

PESCARA. Sistema di video sorveglianza inadeguato e carenza di agenti della polizia penitenziaria. Sono queste le denunce di Sabino Petrongolo, segretario regionale dell’Unione sindacati di polizia penitenziaria, all’indomani dell’evasione di un uomo di 51 anni dal carcere di San Donato, fuggito e poi ritrovato dalla squadra volante quattro ore dopo.
«Con una semplicità disarmante», spiega il sindacalista, «un detenuto di media età decide di evadere mentre si trovava al passeggio, eludendo il controllo visivo del collega addetto ai passeggi, scavalcando una prima recinzione in un punto ceco alla sorveglianza, poi indisturbato scavalca il muro di cinta senza nessun sistema di antiscavalcamento, con un sistema di video sorveglianza inadeguato, posti di servizio sempre più accorpati e quindi con la diminuzione di personale presente».
Cinque giorni fa un detenuto ha aggredito tre poliziotti penitenziari, mandandoli in ospedale con prognosi di sette, sette e trenta giorni. «Noi dell’Uspp insieme ad altre sigle sindacali, dal lontano maggio 2019 abbiamo proclamato uno stato di agitazione proprio in previsione della situazione che si stava delineando presso l’istituto pescarese. In questo nostro grido di aiuto abbiamo cercato invano anche di coinvolgere i vertici dell’istituto di San Donato per far sì che a livello ministeriale fossimo ascoltati. A nulla sono serviti manifestazioni di protesta, sit-in, assemblee, incontri con il prefetto». «Oggi la situazione si è ulteriormente aggravata», aggiunge Petrongolo, «a seguito di pensionamenti e malattie a lunga degenza causate proprio da un forte stress correlato, considerata che la carenza organica del personale effettivamente in servizio supera il 40% della pianta organica».