Carceri, il sit-in degli agenti

29 Aprile 2023

Giovedì 4 maggio la protesta a Pescara: ne mancano 300 in organico

PESCARA. Carenza di personale, aggressioni, pessima gestione della sanità penitenziaria e diritti soggettivi degli agenti negati ormai quotidianamente.
La polizia penitenziaria scende in piazza dopo avere atteso utilmente che le cose cambiassero nelle carceri abruzzesi. Dove il sovraffollamento è un dato cronico ed è la causa principale di atti di violenza contro chi indossa la divisa e di autolesionismo degli stessi detenuto. È un circolo infernale e spesso sanguinario che si alimenta ogni giorno di più. Ma ora c’è chi dice basta. «È tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità, è ora di far sentire forte la nostra voce», dicono Giuseppe Ninu (Sappe), Nicola Di Felice (Osapp), Ruggero Di Giovanni (Uil Pa/Pp), Sabino Petrongolo (Uspp), Franco Tedeschi (Fns Cisl) e Gino Ciampa (Fp Cgil). I sindacati abruzzesi della polizia penitenziaria hanno annunciato un sit in di protesta per giovedì il 4 maggio, alle 9,30, davanti all’ex Provveditorato di Pescara, quindi accanto alle carceri di San Donato. «Abbiamo rappresentato a tutte le istituzione deputate, il disagio e la sofferenza dei poliziotti penitenziari che quotidianamente affrontano la gestione delle carceri di questa regione. Costretti a subire aggressioni giornaliere e offese di ogni genere, a lavorare con turni massacranti, sempre al di sotto dei livelli minimi di sicurezza. Denunciamo una carenza di organico di 300 unità con una percentuale che si attesta al 34%, mentre nelle restanti regioni è del 14%».
Mentre sull’altro fronte, quello del sovraffollamento dei detenuti, i dati che pubblichiamo nella tabella parlano da sé: le situazioni più esplosive sono a Teramo e Sulmona. Dove nulla cambia da troppi anni. (l.c.)