Carenza di medici nel Centro diabetologico

18 Ottobre 2019

Popoli, a rischio le prenotazioni delle visite nella struttura dopo il pensionamento di tre camici bianchi

POPOLI. In relazione alle voci diffuse in questi giorni di una probabile esclusione dell’ospedale di Popoli dalla rete dei centri diabetologici della Regione Abruzzo, il “Centro di iniziativa diabete” dell'alta Valpescara e Val Tirino si fa avanti ed avverte circa le disastrose conseguenze che tale soluzione potrebbe causare.
«Essendo ancora valido il principio che prevenire è meglio che curare», si legge in una nota del Centro diabetologico «è opportuno segnalare ciò che sta accadendo ai pazienti in cura presso il Servizio diabetologico dell’ospedale di Popoli-Asl di Pescara. Ben tre medici sono andati in pensione e non sono stati sostituiti senza che siano state attivate, ad oggi, le necessarie procedure per l’inserimento di nuovo ed idoneo personale medico».
«Ricordiamo», prosegue la nota, «che la visita diabetologica specialistica è fondamentale ed indispensabile per la prevenzione e per la cura delle diverse forme di diabete, al fine di poter assicurare ai pazienti una corretta prescrizione e dispensazione dei farmaci». Ad oggi si verifica che, con la carenza di sanitari, centinaia di pazienti del territorio interno già in cura non possono prenotare le visite diabetologiche di controllo, in quanto il Centro unico di prenotazioni (Cup) non dispone dei calendari delle visite da effettuarsi nella sede ospedaliera di Popoli. «E molti di questi pazienti», si sottolinea nella nota, «necessitano di rinnovo del Piano terapeutico che, come noto, ha una validità limitata» e si invita a riflettere sul fatto che la situazione si starebbe aggravando di giorno in giorno, visto che senza sanitari non ci possono essere visite di controllo e senza di queste non c'è Piano terapeutico la cui mancanza non consente di poter ottenere farmaci (e anche materiale sanitario come siringhe e aghi per insulina, lancette pungidito, strisce reattive per glicemia). Dunque, non si giustificherebbe più la stessa esistenza di un presidio per diabetici.
«Questa condizione sta portando danni incalcolabili alla salute dei cittadini di tutto il comprensorio di Popoli e dell’alta Valpescara e della Val Tirino», riprende la nota, «oggi sappiamo che molti pazienti non possono permettersi lo spostamento in altri centri e si trovano nell’evenienza di dover, loro malgrado, rinunciare a curarsi. Soprattutto le persone più avanti con l'età, ma anche pazienti giovani e fra loro tanti disoccupati e dimenticati anche nella difficoltà della cura di una malattia che non si può combattere senza la prevenzione e la sensibilità di chi ha il dovere di prendere decisioni». Il Centro della Valpescara-Tirino adesso attende risposte e provvedimenti in merito.
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