Carenza idrica, il sindaco chiama i vertici Aca

13 Novembre 2020

Lettomanoppello. E i consiglieri di Rifondazione chiedono chiarimenti sull’acqua torbida in diverse zone

LETTOMANOPPELLO. «A Lettomanoppello continuano a verificarsi disservizi legati al servizio idrico gestito dell’Aca: mancanza di acqua, frequenti cali di pressione, rotture, guasti tecnici e troppo spesso in diverse zone l’acqua risulta imbevibile per la sua torbidità. Una situazione segnalata più volte, con la richiesta scritta al sindaco Simone Romano D'Alfonso di agire nei confronti di Aca, di cui il Comune è socio, sin dall’insediamento del nuovo consiglio comunale, più di un anno fa». È quanto affermano Donato Di Renzo, consigliere comunale e segretario del circolo di Rifondazione comunista di Lettomanoppello e Corrado Di Sante, segretario provinciale del partito. I due esponenti politici ricordano di aver sempre seguito con grande attenzione le questioni legate all’acqua, a partire dal servizio idrico integrato. «L’acqua è bene comune», affermano, «e, come tale, il servizio pubblico ad esso collegato è un diritto essenziale che andrebbe inserito in Costituzione». I due esponenti richiamano l'amministrazione comunale ad adottare provvedimenti nei confronti di Aca, dopo che da tempo hanno sollecitato un intervento soprattutto per accertare e porre riparo al fenomeno della torbidità dell'acqua che sfora dai rubinetti. «È inutile sottolineare gli enormi disagi e i danni materiali che queste situazioni comportano, e che i cittadini di Lettomanoppello stanno sopportando con grande senso civico», affermano gli esponenti di Prc, «ma tutto ha un limite». Ricordano che il problema principale è legato alla fatiscenza della rete idrica comunale che provoca perdite che superano il 73% dell’acqua immessa, come si deduce da una relazione tecnica dell'Aca allegata al bilancio 2019.
«L’Aca, con i suoi appelli, e il sindaco, con le sue ordinanze», riprendono Di Renzo e Di Sante, « ci dicono di risparmiare l’acqua, ma poi non fanno nulla per eliminare o ridurre lo spreco. Quando fu deliberato, in consiglio comunale, il passaggio della gestione del Servizio idrico integrato ad Aca, la decisione fu motivata dalla necessità di ammodernare la rete idrica, poiché il Comune non aveva le risorse sufficienti. A distanza di circa 20 anni, la situazione è peggiorata, superando il 50% delle perdite stimate al momento della presa in gestione delle reti dall’Aca».
Intanto il sindaco D'Alfonso ha chiesto un incontro ai vertici Aca, in via telematica, per avere chiarimenti sulla situazione del servizio idrico.