Carenza idrica, si rischia un’altra estate a secco

10 Giugno 2021

Il direttore tecnico di Aca in Comune, ascoltato dalla commissione Controllo E il presidente Giampietro lancia l’allarme: «Ci sono già le prime segnalazioni»

PESCARA. «Anche quest’anno si rischia l’emergenza idrica, come è accaduto l’anno scorso. E quindi bisogna intervenire per tempo, prima che il problema esploda». Il presidente della commissione Controllo e Garanzia del consiglio comunale di Pescara, Piero Giampietro, lancia l’allarme per l’estate 2021 e lo fa dopo aver ascoltato proprio in commissione il direttore tecnico di Aca spa, Lorenzo Livello, e dopo aver raccolto delle segnalazioni sulla scarsa pressione dell’acqua, specie in alcune zone, dal quartiere San Giuseppe ai Colli.
All’ordine del giorno dell’incontro c’era proprio la questione degli approvvigionamenti idrici nella stagione estiva alle porte. Livello, spiega Giampietro, ha fatto presente che «l’azienda acquedottistica ha già chiesto alla Regione e all’Ersi di dichiarare l’emergenza idrica, come avvenuto nel marzo 2020, in quanto le sorgenti, nonostante le abbondanti nevicate dei mesi scorsi, non riuscirebbero a garantire la regolarità nella distribuzione. Il direttore tecnico ha spiegato che sono in corso interventi sulla rete nella zona di Bussi, da concludere a luglio, per attenuare gli effetti di questa situazione, ma è del tutto evidente che questo potrebbe non bastare» per risolvere eventuali problemi. Livello ha anche annunciato che l’azienda «eviterà di interrompere il flusso notturno dell’acqua», operazione avvenuta l’anno scorso, e «ha garantito che il contratto di servizio sarà rispettato».
Giampietro teme il peggio, tanto più che «siamo stati allertati da molti cittadini di diversi quartieri pescaresi alle prese già nel mese di maggio con i rubinetti a secco. Proprio in considerazione di queste avvisaglie abbiamo voluto un confronto con Aca, che gestisce il servizio per conto del Comune, per capirne le ragioni», e al termine dell’incontro è emersa una certa «preoccupazione, perché la risposta agli interrogativi sul da farsi non può essere quella di chiedere ai cittadini di acquistare le autoclavi. Pescara non riuscirà a reggere un’altra estate come quella dello scorso anno», dice Giampietro.
Il presidente della commissione Controllo e garanzia suggerisce «l’immediata attivazione di un tavolo d’emergenza fra Comune e Aca, per ragionare anche su un servizio sostitutivo nei quartieri nei quali sono previsti i disagi maggiori. Il Comune non lasci i pescaresi da soli come avvenuto nell’estate 2020», questo l’appello che parte da Giampietro, memore dei disagi di un anno fa. «Non si può fingere che il problema non esista, anzi probabilmente è già tardi per muoversi», conclude.
Di sicuro qualche inconveniente si avverte già, «ma non tutti i giorni», in un tratto di viale Marconi, dove «l’acqua che esce dai rubinetti non è sempre sufficiente per cui c’è qualcuno che si trova costretto ad accendere la lavatrice di notte, se non a fare la doccia di notte. Dall’Aca ci dicono che è tutto regolare», spiegano i cittadini, «ed è stato anche eseguito un sopralluogo. Pare che la soluzione si a quella dell’autoclave, ma non tutti possono seguire questa strada. Certo dovremo organizzarci, se dovesse continuare così, per evitare che le caldaie vadano in blocco e che le attività abbiano difficoltà a lavorare», dicono da via Marconi.