CARLO COSTANTINI

«Incontrare tutti gli studenti che frequentano le scuole di Pescara. I giovani pescaresi dai 12 ai 22 anni, compresi gli universitari». Per Carlo Costantini, sarebbe questa la prima cosa da fare una...
«Incontrare tutti gli studenti che frequentano le scuole di Pescara. I giovani pescaresi dai 12 ai 22 anni, compresi gli universitari». Per Carlo Costantini, sarebbe questa la prima cosa da fare una volta vinte le elezioni. «Sarebbe il mio primo bisogno», dice convinto. E spiega perché. «Mi accorgo che si vive una dimensione della città in modo distaccato», ma non è così che dovrebbero andare le cose. Perché la città «deve essere di tutti» e ognuno dovrebbe sentirsi chiamato in causa. E perché cominciare proprio dai più giovani? «Abbiamo consumato un pezzo del loro futuro. E io voglio chiamarli in causa, allearmi con loro nella costruzione di un progetto di città e mi aspetto passione, idee, coinvolgimento», dice ancora Costantini che vuole costruire «un nuovo senso civico e di appartenenza alla comunità». «Pescara non cambierà» senza aver prima definito un nuovo rapporto con le forze più fresche, energiche. E sa bene che la nostra, come altre città, vive il pericolo della fuga di cervelli. «C’è la possibilità che un numero sempre crescente di giovani se ne vada». Ma bisogna «scongiurare» un fenomeno del genere. E un sindaco, per Costantini, può lavorarci. Dal primo giorno.

