Carlotta Torchia gira in Abruzzo «È la terra magica per il mio Scry»

30 Giugno 2014

MONTESILVANO. È un piano di lavoro ambizioso che dovrebbe prendere il via con le riprese già nel prossimo autunno, tra location tutte abruzzesi come il Castello di Semivicoli e l'albergo diffuso di...

MONTESILVANO. È un piano di lavoro ambizioso che dovrebbe prendere il via con le riprese già nel prossimo autunno, tra location tutte abruzzesi come il Castello di Semivicoli e l'albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio, quello del film "Scry (Specularii)" di Carlotta Torchia, che per questo suo progetto si è aggiudicata il Premio Zimei, ritirato durante la cerimonia al Grand Hotel Adriatico di Montesilvano il 28 giugno scorso.

«È un film completamente indipendente», spiega Torchia, «un film ecologico, ma di stampo hollywoodiano, girato in modalità Green, uno dei primi in Italia, certamente il primo in Abruzzo. Spero di essere sul set a novembre e di far puntare i riflettori su una terra magica come questa, il polmone verde d'Europa. Inoltre», prosegue la giovane regista «una percentuale dei ricavati sarà devoluta a favore delle acque d'Abruzzo e dei terremotati aquilani». Scry/Specularii è un film in lingua inglese di genere mistero-thriller, ambientato in due distinti periodi, il XIII secolo e la contemporaneità, che affronta temi come la reincarnazione, l'occultismo ermetico, la fisica quantistica e la cospirazione, una trama intricata, basata su realtà storiche e scientifiche, scritta dalla stessa Torchia, che si avvarrà della collaborazione di Daniele Baldacci come direttore della fotografia e di interpreti come Dan Mor, Costas Mandylor, Rob Kaman, Eric Breaden,Tal Mor, Massimo Pisa e molti altri. «Si tratta di un'iniziativa esclusiva per l'Abruzzo, frutto di anni di sforzi e ricerche», conclude Carlotta, «e ringrazio Geremia Mancini, Sabrina Zimei e Alessio Consorte per la collaborazione in questo progetto che spero otterrà l'appoggio della Regione e dell'imprenditoria locale, per essere realizzato nel migliore dei modi».

Giorgio D’Orazio

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