Caro bollette, Comuni in affanno: grido d’allarme della Val Pescara

I sindaci dopo il caso del Municipio di Manoppello lasciato senza luce per mezzo milione da saldare «Siamo vicini al baratro, se lo Stato non ci aiuta dovremo iniziare a fare a meno dei servizi essenziali»
POPOLI. I Comuni della Val Pescara in affanno a causa del caro bollette. Dopo il taglio della corrente elettrica per tre ore al Comune di Manoppello, giovedì scorso, e i disagi per personale e utenza conseguenti al black out, anche gli amministratori di Cugnoli, Scafa e Popoli suonano la sveglia al Governo: «Di questo passo saremo costretti a tagli dolorosi dei servizi pubblici a tutto danno dei cittadini».
POPOLI
Da 164.370 euro a 276mila il rincaro della pubblica illuminazione al Comune di Popoli. I costi delle altre utenze riguardanti le strutture comunali sono passate da 75mila a 140mila euro in un anno. Il sindaco Dino Santoro: «Siamo vicini al baratro, se lo Stato non ci aiuta dovremo cominciare a fare a meno anche dei servizi essenziali».
SCAFA
Il sindaco di Scafa, Gerardo Di Fiore, ha ordinato, a partire da domani, una verifica dei conti delle utenze «ereditate dalla passata amministrazione» che «ci pongono in una situazione di seria difficoltà, perché i pagamenti delle bollette 2021-2022 erano stati stoppati dall'ex sindaco per ulteriori controlli, e ora siamo arrivati a cifre stratosferiche che sfiorano i 300mila euro. Proprio oggi abbiamo evaso una prima tranche di 70mila euro, ma nel frattempo il gestore ci ha ridotto la potenza da 15 a 5 chilowatt negli impianti sportivi. E i costi della pubblica illuminazione sono passati da 10mila a 25mila euro al mese, quindi più che raddoppiati».
CUGNOLI
Dagli oltre 26mila euro di energia elettrica conteggiati tra gennaio e luglio 2021 ai quasi 48mila dello stesso periodo di quest'anno, l'amministrazione di Cugnoli fa i conti con l’81,47% di rincaro delle bollette della luce, riguardanti uffici, strade e scuole, nell'arco di 12 mesi. Il vice sindaco e coordinatore dei Comuni dell’Area Omogenea 5-Sisma 2009, Lanfranco Chiola, lancia «un accoratoappello alle istituzioni governative: basta così, imprese e famiglie stanno subendo una stangata senza precedenti. Così i Comuni andranno in grave sofferenza a tutto danno delle comunità». E ancora: «Senza un intervento tempestivo dello Stato, il risultato potrebbe essere che imprese e famiglie pagheranno anche questi aumenti sotto varie forme di tariffe e tasse. È una situazione che riguarda tutti i Comuni italiani che con il presidente dell’Anci, Antonio De Caro, chiedono al Governo un intervento urgente di sostegno e aiuti, di almeno 350 milioni di euro, che fermino il rincaro dei prezzi dell'energia: in assenza dei quali i bilanci degli enti locali sono destinati a saltare». Cugnoli ha adottato «per tempo la razionalizzazione dei consumi», ma non è riuscita a evitare il caro bollette. «Nel periodo 1° gennaio-31 agosto 2022, abbiamo registrato una diminuzione del consumo di energia elettrica pari al 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a cui è seguito, però, un aumento della spesa per il consumo di energia elettrica negli impianti pubblici, pari al 81,47%». Cifre da capogiro nei primi sei mesi del 2022: «47.682, 45 euro contro i 26.275, 45 dello stesso periodo dell’anno scorso». Una botta che nessuno si aspettava in un Comune di 1.631 abitanti, come afferma Chiola.

