Caro-bollette, scontro in aula: centrosinistra e M5S rilanciano la sfida

Pettinari (M5S): portiamo i cittadini in piazza per protestare Paolucci (Pd): aiuti alle famiglie, pronte le nostre proposte
L’AQUILA. «Il Governo Marsilio lascia di nuovo senza risorse famiglie e imprese, ma stanzia 14 milioni di euro, attraverso uno dei soliti emendamenti che vanno ovunque, tranne che a sostegno degli abruzzesi che devono combattere contro il caro bollette». È l’accusa lanciata dal centrosinistra. «Siamo pronti a organizzare una mobilitazione», rincara la dose il M5S.
Ed è con queste premesse che il Consiglio regionale tona a riunirsi oggi all’Aquila. Lo scenario è identico a quello di un mese fa: stesso maxi emendamento per fondi a pioggia proposto dalla maggioranza ma nessun accenno alle famiglie, alle aziende e al caro-bollette. E se questa mattina, in commissione Bilancio che precede il Consiglio, il centrodestra dovesse rimediare alla mancanza, sarebbe comunque tardi perché l’opposizione di fatto lo ha già sorpassato a sinistra.
L’EMENDAMENTO PRONTO.
«Come centrosinistra ci opporremo duramente a questa inerzia con un emendamento, sul quale siamo aperti al confronto e al dialogo purché non si perda altro tempo prezioso, che già a decorrere da questo ultimo scorcio del 2022 istituisce una dotazione iniziale su un fondo speciale per fronteggiare i maggiori costi energetici sostenuti dalle famiglie e dalle imprese. Un fondo che potrebbe essere immediatamente integrato con le altre risorse provenienti dai Fondi europei non ancora oggetto di impegni e pagamenti», così annunciano i consiglieri Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Marianna Scoccia e Sandro Mariani.
«L’emendamento che abbiamo preparato nasce per fare arrivare linfa a famiglie e imprese, tiene conto di una crisi che non sembra interessare questo centrodestra e prevede un apposito fondo, con una dotazione iniziale, per il 2022 di 14.213.572 euro, per l’anno 2023 di 36.699.087 euro e per il 2024 di 43.024.392 euro di contributi a fondo perduto. Questo porteremo oggi in Consiglio regionale. Speriamo di poterlo fare in linea con le regole che assicurano la dialettica democratica all’Assise. Qualora dovesse accadere quanto registrato nelle ultime sedute, agiremo di conseguenza e lo faremo con tutta la forza e gli strumenti necessari a riportare la politica regionale nel verso giusto».
IL DOSSIER PETTINARI.
Più duro l’intervento di Domenico Pettinari: «Sia chiaro che se pensano di chiuderci la bocca con qualche iniziativa farlocca, contenente aiuti spot destinati al caro bollette, si sbagliano di grosso», esordisce il 5 Stelle. «Quello che chiediamo è un reale provvedimento urgente che rastrelli tutte le risorse possibili e dia concretamente un sostegno a tutti gli abruzzesi in difficoltà. Non basteranno le briciole a mettere a tacere la voce delle opposizioni, se pensano che staremo a guardare fargli fare il gioco delle tre carte con i fondi pubblici si sbagliano di grosso», continua il vicepresidente del Consiglio regionale che da tempo portando avanti una vera e propria battaglia di giustizia in favore dei cittadini più in difficoltà.
«Il centrodestra sappia», aggiunge, «che siamo pronti a organizzare grandi mobilitazioni di cittadini. Ho già proposto più volte, anche in sede di commissione Bilancio, la predisposizione di un fondo emergenziale dove attingere per gli aiuti, ma finora nessuno ha mosso un dito. Niente palliativi per farci stare in silenzio, nessuna ulteriore presa in giro».
«Vogliamo i fatti concreti e realmente risolutivi. Inoltre», conclude Pettinari, «annuncio che ho quasi terminato la raccolta firme per un Consiglio straordinario che abbia come unico punto all’ordine del giorno le vicende giudiziarie che hanno investito la Regione. È chiaro che l’Assise regionale non può e non deve sostituirsi a un tribunale, ma è preciso dovere dell’istituzione che rappresentiamo esprimersi attraverso una mozione, che indichi la strada, per combattere con anticorpi interni le questioni legate a indagini su reati gravi come quelle di cui si sente parlare in questa legislatura sulla stampa». (l.c.)
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